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Montecatini

Prodotti dell’orto sociale alla mensa delle scuole

di Luca Signorini
Prodotti dell’orto sociale alla mensa delle scuole

Il Comune di Massa Cozzile ordina 200 chili di ceci coltivati a Villa Ankuri. E dalla Regione 480.000 euro per un progetto che coinvolge gli istituti superiori

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MASSA COZZILE. I ceci oggi, domani i fagioli, e dopodomani chissà: a Villa Ankuri c'è un terreno di 6 ettari coltivato a ortaggi, legumi e cereali da cui acquistare prodotti biologici coltivati, confezionati e venduti da cinque ragazzi disabili del Centro intermedio “La Bottega” e da quattro persone seguite dal Sert (Servizio per le tossicodipendenze), pagate tra l'altro con borse lavoro. È il laboratorio di agricoltura sociale nato nel 2011 su iniziativa della Società della Salute della Valdinievole e del Comune di Massa Cozzile, e gestito dalla cooperativa Valleriana.

La spesa questa volta l'ha fatta l'amministrazione: 200 chilogrammi di ceci da utilizzare nella mensa a gestione diretta di Traversagna che serve 400 pasti al giorno per i bambini delle scuole materne ed elementari. «È per noi una grande soddisfazione e un orgoglio avere questo orto sociale sul territorio - dice il sindaco di Massa, Marzia Niccoli - già dall'inizio degli anni 2000 abbiamo introdotto nella mensa prodotti biologici, poi è venuta l'idea di concedere un appezzamento di terreno a soggetti in difficoltà, e adesso l'acquisto di questi legumi, che comunque sono sempre in vendita nel mercato a km 0 del sabato pomeriggio a Margine Coperta, il martedì e il venerdì, nei due punti Gas (Gruppi di acquisto solidale, ndr) della Valdinievole, a Traversagna e a Pescia».

E il progetto è destinato a crescere: dalla Regione sono in arrivo 480.000 euro per lo sviluppo dell'agricoltura sociale e della ristorazione in Valdinievole, con il coinvolgimento delle aziende agricole, delle associazioni (come la Cia) e di due istituti superiori: l'Agrario di Pescia e l'Alberghiero di Montecatini. «Avremo anche degli altri terreni a Collodi da rendere fertili e vivi come quelli di Villa Ankuri - aggiunge il direttore della Società della Salute, Claudio Bartolini - il merito va a questi ragazzi, perché qui c'è un lavoro lungo e faticoso da fare, l'agricoltura sociale non è un passatempo, ma un progetto concreto, un vero impiego».

«Stiamo riaffermando un'eccellenza del territorio con iniziative qualificate e certificate», sottolinea il presidente Sds, Pier Luigi Galligani. Chiude Giulio Lazzerini, responsabile della cooperativa Valleriana: «Il tema era verificare se era possibile realizzare un modello di agricoltura sociale impiegando persone con disabilità e soggetti svantaggiati. I ragazzi coinvolti lavorano praticamente tutti i giorni e imparano un mestiere, con tutti i guadagni dalla vendita che vengono reinvestiti nell'attività».

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