Il presidio
Cervi e cinghiali morti al Mercato dei fiori di Pescia
Scoppia la polemica. Franceschi: "Sarebbe questa la multifunzionalità del Mefit?". Salvadorini: "Non c’è alcun macello, è un punto di controllo della selvaggina"
PESCIA. Nessun macello all'interno del Mercato dei Fiori di Pescia. Lo ha dichiarato la direzione del Mefit, all'indomani della pubblicazione sulla pagina facebook "Cara Pescia ti scrivo" di alcune fotografie raffiguranti un cervo appeso a testa in giù, che molto ha fatto discutere, suscitando non pochi equivoci. Il più grosso dei quali è proprio quello che all'interno del mercato si svolgesse attività di macellazione, il che a cascata ha ingenerato dubbi sulla regolarità della cosa, l'idoneità a livello igienico sanitario dell’ambiente, la compatibilità dell'attività con la funzione del Mercato dei Fiori.
Il consigliere dell'opposizione Oliviero Franceschi (Lega Nord) ha tempestivamente presentato un'interrogazione al sindaco nella quale si legge: «Vengo allertato tramite telefono da persone che mi chiedono: ma al Comicent si può macellare animali? Ma è lecito e appropriato in quella struttura? Vi sono le condizioni igienico sanitarie? Come verrà smaltito l'eccedente la macellazione? Sono tutti al corrente di questo? E aggiungo io, è questa la prima fase di multifunzionalità del nuovo mercato?».
«All'interno del Mefit non viene svolta alcuna attività di macellazione - ha subito chiarito il direttore Fabrizio Salvadorini - ma è stato collocato un punto di controllo di selvaggina, cacciata legittimamente attraverso la caccia di selezione (quella finalizzata a mantenere un equilibrio della fauna selvatica per evitare che una data popolazione di animali cacciabili possa crescere troppo rispetto all'ambiente che li ospita, oppure scomparire ndr). È la Regione Toscana che attraverso gli ambiti territoriali di caccia ha individuato nel Mercato dei Fiori di Pescia il luogo dove far effettuare il controllo della selvaggina da parte di cacciatori esperti (che hanno ricevuto una formazione ad hoc per tale attività e hanno conseguito una qualifica), dopo di che gli animali vengono trasportati, macellati e venduti altrove. Il Mefit ha un contratto di subconcessione con questi soggetti, regolarmente depositato all'agenzia delle entrate. A chi ironizza sulla multifunzionalità dico: perché no? Ci viene corrisposto un regolare affitto per i magazzini e per l'accesso, qual è il problema? I magazzini, poi, sono collocati in posizione defilata rispetto al resto dell'attività del mercato».
Tale attività peraltro, oltre ad essere assolutamente legale, non è certo nuova, andando avanti da almeno 2 anni, né incompatibile con le finalità del Mercato dei fiori, «rientrando la caccia e la pesca a pieno titolo nell'agricoltura», ha precisato Salvadorini. Ad avere innescato la miccia è stato il post apparso lunedì 17 ottobre su Facebook con le fotografie del cervo, in cui un'operatrice del mercato, Zandra La Ferla, lamentava di dover vedere quotidianamente «sangue, scuoiamenti e viscere in terra».
La signora non polemizzava sulla regolarità dell'attività, ma sul fatto che certe immagini potessero urtare la sensibilità di chi era costretto ad assistervi, tanto più che il tutto si svolgeva a porte aperte.
A tal proposito Salvadorini ha dichiarato di avere già parlato con il responsabile tecnico che sovrintende all'intera operazione e di avere raggiunto con lui un accordo relativo alla collocazione di un paravento, che inibisca ai passanti la vista di quanto avviene dietro.
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