Italia
Leggio spinge Giurlani «Subito la verifica per cambiare passo»
Il coordinatore della lista civica: «Così maggioranza debole» Ma il rimpasto resta lontano nonostante la crisi della giunta
PESCIA. «Il sindaco chiuda in tempi certi e brevi la verifica perché verifiche troppo lunghe rischiano di indebolire la maggioranza». Così Salvatore Leggio, coordinatore della lista “Pescia è di tutti”, interviene sulla crisi che ha investito la giunta Giurlani lunedì scorso, con la diserzione del consiglio comunale da parte della maggioranza. Dopo la richiesta di dimissioni inoltrata dall’opposizione, il segretario del partito democratico Marco Gerri aveva rassicurato circa il fatto che non c’era nessuna volontà di «lasciare solo il sindaco», ma quell’atto aveva bensì voluto significare un invito a uscire dallo stallo in cui la verifica rischiava di far imbrigliare l’azione amministrativa.
«La verifica si trascina ormai da prima dell’estate ed è bene che si concluda - ha ribadito Leggio - purché non si trasformi in una mera assegnazione di poltrone, che qualora si verificasse non esiteremo a denunciare. La verifica deve scaturire dalla necessità di un autentico cambio di passo». Ma secondo indiscrezioni, a oggi, questa verifica starebbe a zero. Nel senso che il sindaco sarebbe tirato per la giacchetta a destra e a manca e nell’impossibilità di accontentare tutti languirebbe in un'inerzia, che prima o poi gli si potrebbe rivelare fatale. La necessità del rimpasto, infatti, prenderebbe le mosse dalla ricerca di una serie di equilibri politici che all’inizio del mandato sono venuti a mancare.
All’indomani delle elezioni, le emergenze pesciatine avevano determinato la necessità che fosse il sindaco a comporre la giunta, puntando su profili più tecnici che politici. Tre dei cinque membri del governo pesciatino sarebbe stato, infatti, proprio il sindaco a designarli. Adesso le carte devono essere rimescolate. «La lista civica - ha evidenziato Leggio - pur essendo il secondo partito per numero di voti, non si è mai sentita rappresentata in giunta. Al momento non abbiamo alcun nome da proporre, ma riteniamo sia nostro diritto farlo. Non ci sembra corretto, però, aprire una crisi per motivazioni meramente autoreferenziali, cioè per accontentare qualcuno che scalpita per una poltrona: noi a questo gioco non ci stiamo e qualora succedesse proprio così lo dichiareremo pubblicamente».
Maria Salerno
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