Il presidio
Uccise la sua ex, arrestato dopo 6 anni
Rintracciato vicino a Parigi il cingalese che aggredì a coltellate la badante dell’ex sindaco di Lamporecchio e poi fuggì in Svizzera
LAMPORECCHIO. Arrestato in Francia l'uomo condannato per l'omicidio, commesso sei anni fa, di una donna di 36 anni, cingalese, badante di una coppia di anziani di Lamporecchio. Veniraj Mariyathas, 35enne di nazionalità cingalese anch'egli, era stato condannato in contumacia all’ergastolo per l’omicidio di Ramar Wijayaluchchumy, avvenuto nella serata del 16 aprile del 2010. Le manette ai polsi gli sono state messe giovedì 6 ottobre dalla polizia francese a Garges Lès Gonesse, comune di 40.000 abitanti situato nella regione dell'Île-de-France, a nord di Saint Dénis, a una decina di chilometri dal centro di Parigi. Le autorità francesi non hanno rese note al momento le modalità dell’arresto.
L’uomo era latitante dalla sera dell’omicidio, quando, secondo la ricostruzione dei fatti, probabilmente accecato dalla gelosia per essere stato respinto dalla connazionale, con la quale aveva intrecciato una relazione amorosa ormai conclusa, aveva suonato alla porta dell’abitazione degli anziani coniugi presso i quali la donna era stata assunta (l’ex sindaco di Lamporecchio Getulio Cenci e la moglie Laura) e ospitata in qualità di badante. Era stata proprio la Ramar Wijayaluchchumy ad aprire il portoncino d’ingresso e ad essere poi immediatamente travolta dalla furia omicida di Mariyathas, che la colpì con numerose coltellate che non le lasciarono scampo.
L’uomo, probabilmente aiutato da un familiare, riuscì però ad eclissarsi, facendo perdere le proprie tracce. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Montecatini e del Nucleo Investigativo di Pistoia, hanno ricostruirono i movimenti dell’omicida, che a bordo della propria Fiat Punto era fuggiìto verso il nord Italia, viaggiando tutta la notte per eludere le ricerche nel tentativo di passare la frontiera. Mariyathas riuscì nell’intento e dopo essere entrato in Svizzera, abbandonò l’auto a Berna, in un parcheggio pubblico, raggiungendo Parigi il giorno successivo all’omicidio, dove si avvalse dell’aiuto di parenti e conoscenti per sparire nel nulla.
L’auto, segnalata nella banca comune alle forze di polizia europee aderenti a Schengen, venne recuperata dalla polizia cantonale elvetica una decina di giorni dopo i fatti e consegnata ai militari del Nucleo investigativo che rinvenirono al suo interno ulteriori elementi a carico dell’omicida, in particolare le tracce di sangue della vittima. Le indagini, coordinate dal pm della Procura di Pistoia, Giuseppe Grieco, consentirono di raccogliere elementi schiaccianti sulla colpevolezza di Mariyathas, a carico del quale venne emesso all’epoca un mandato d’arresto europeo, mentre la vicenda processuale si concluse con la condanna all’ergastolo del cingalese avvenuta nell’ottobre del 2013.
Alle 12 di giovedì scorso, l’epilogo della vicenda con l’arresto dell’uomo in territorio francese e l’avvio delle procedure di estradizione.
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