Il presidio
La maggioranza alla resa dei conti
Guerri (Pd) spiega la “diserzione” nel consiglio comunale di Pescia di lunedì 10 ottobre: «È arrivato il momento di fare chiarezza»
PESCIA. Un segnale forte. Così il segretario comunale del Partito Democratico Marco Guerri ha motivato la diserzione, da parte della maggioranza, del consiglio comunale di lunedì 10 ottobre, in seguito alla quale l'opposizione ha chiesto le dimissioni del sindaco Oreste Giurlani. «Il sindaco non si deve dimettere - ha sottolineato Guerri - nessuno della maggioranza gliel'ha chiesto, è chiaro che l'opposizione fa il suo lavoro e se fossimo stati all'opposizione probabilmente anche noi avremmo chiesto la stessa cosa, ma non è vero che il sindaco è stato lasciato solo, abbiamo solo voluto lanciare un messaggio forte che ci auguriamo sia stato recepito». La verifica della maggioranza, in corso ormai da parecchie settimane, deve arrivare presto a conclusione e per questo è necessario che il sindaco prenda delle decisioni. «E' ovvio - ha spiegato Guerri - che questo comporterà scontentare qualcuno e accontentare qualcun altro. Tutti vorrebbero una rappresentanza in giunta, ma è il sindaco che deve decidere e non può indugiare ulteriormente».
E poi c'è il confronto col partito, necessario, ma che non sempre è avvenuto in questi due anni. «In più di una circostanza abbiamo fatto presente, anche in maniera amichevole che un confronto col partito di maggioranza era mancato - ha affermato il segretario - e che il sindaco non può andare avanti come un ariete senza tenere conto dei suoi consiglieri, che non sono stati eletti per alzare la mano in consiglio. Certe tematiche devono essere discusse, sviscerate a fondo, perché ognuno di noi ha precise responsabilità nei confronti dei cittadini che ci hanno votato».
Non è un caso che questa alzata di scudi sia avvenuta in occasione della discussione del Dup, il documento unico di programmazione, che metteva sul tavolo grosse questioni: dal mercato dei fiori all'ospedale. «Alcune di queste tematiche sono state oggetto di un ampio confronto, da cui è scaturita una posizione unitaria vedi mercato dei fiori - ha chiarito Guerri - ma in altri casi questo confronto è mancato».
Il sindaco ha chiesto scusa alla cittadinanza e ha definito inaccettabile il mancato rispetto nei confronti delle istituzioni. «Il sindaco avrebbe semplicemente dovuto chiedersi cosa ha portato a quel gesto - ha evidenziato Guerri - e assumersi le sue responsabilità». E adesso che succede? Il segretario del Pd si aspetta che il primo cittadino convochi tutti i consiglieri di maggioranza per discutere di quanto è successo, «almeno, io farei questo» ha detto.
Il tempo per il "temporeggiatore", come Giurlani è stato ribattezzato ironicamente su Facebook da alcuni membri della minoranza, sembra, dunque, scaduto. Bisogna pensare a chi subentrerà a Paolo Cecconi, che già da tempo ha annunciato la volontà di lasciare, nei lavori pubblici. E poi c'è l'assessore al bilancio Roberto Peria, che la delicata situazione delle casse pesciatine vedono ancora lì, ma che non rimarrà certamente fino a fine mandato. Anche la presidenza del consiglio, che in questo momento è retta dal socialista Vittoriano Brizzi, sembra in discussione.
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