Il presidio
Tagli all’ospedale ora lo ammette anche la giunta
Nel documento che doveva essere discusso in consiglio comunale si annuncia «una battaglia per difendere le specialistiche»
PESCIA. Dequalificazione o potenziamento? Impossibile farsi un’idea chiara di quale sia il futuro che attende l'ospedale di Pescia, perché laddove l'informazione ufficiale è per lo più oscura e lacunosa, quella che emerge dal pubblico dibattito è polare e racconta due storie sostanzialmente diverse. Quella dell'azienda sanitaria parla di un piano di investimenti sulla struttura, che ben lungi dall'essere chiusa, si appresta ad essere implementata attraverso la valorizzazione della chirurgia, quella del pavimento pelvico in particolare e anche quella della parete addominale. Ma la storia che racconta la cosiddetta società civile, (comitati, sindacati, lavoratori) è completamente diversa: parla di tagli ai servizi, di lunghe liste d'attesa, di personale in difficoltà perché insufficiente, in una parola sola di "dequalificazione".
Di dequalificazione parla anche il documento unico di programmazione 2017-2019, che la giunta doveva portare, ieri sera, in consiglio comunale (saltato però per la mancanza di numero legale) e dal quale si evince la preoccupazione per «la diminuzione degli accessi, che determina le condizioni per giustificare ulteriori tagli e dequalificazioni» e in merito alle quali viene auspicata «una battaglia per difendere con energia e determinazione le specialistiche dell'ospedale di Pescia». Determinazione che però non sembra essere emersa durante il consiglio comunale aperto sulla sanità, che si è svolto solo qualche giorno fa, in cui a parlare di dequalificazione sono stati unicamente i membri dell'opposizione. Nell'ambito di quel consiglio è stata annunciata la bozza di una nuova organizzazione, ancora più vasta, che rende ormai obsoleto parlare di integrazione tra i servizi sanitari offerti dal Cosma e Damiano di Pescia e quelli del San Jacopo di Pistoia, che la prima riorganizzazione (quella del 2013) rendeva, invece, necessaria. A spiegarlo è stato il dottor Sandro Giannessi, direttore della chirurgia generale all'ospedale di Pistoia. «Il tempo degli ospedali che facevano tutto è finito. Oggi si ricercano sinergie tra ospedali perché bisogna fare le cose bene dove la nostra organizzazione ci consente tecnologia, competenze, personale e volumi che garantiscano la qualità di quello che si fa». Sinergie, oggi, sembra essere la parola d'ordine dunque. Come si tradurrà questo in pratica per il presidio pesciatino, invece, resta ancora da chiarire. Questa riorganizzazione nuova che riguarderà tutta l'Asl toscana centro, e che al momento è solo una bozza che l'azienda sta sottoponendo ai sindacati e quindi nulla di definitivo, non è stata sottoposta al vaglio della consulta sanità, seppure la stessa sia nata per «curare l'informazione nei confronti dei cittadini delle problematiche e delle iniziative riguardanti l'ospedale della Valdinievole». Il Crest, comitato regionale emergenza sanità toscana sta cercando di conoscere le relazioni sanitarie 2014 e 2015 (chieste e mai consegnate), i dati sui monitoraggi della Asl (chiesti e mai consegnati), le linee di indirizzo della conferenza dei sindaci e il piano di area vasta 2016-2020, che per altre Asl è stato pubblicato e reso fruibile ai cittadini. La Consulta sanità, che dall'atto della sua costituzione nel settembre del 2014, si è riunita 16 volte, a precise domande rivolte all'azienda sanitaria finalizzate ad analizzare il trend del presidio pesciatino (cosa era nel passato e cosa sta diventando) è riuscita ad ottenere in due anni solo «un pacchetto di fotocopie ad interpretazione fai da te, senza firma in calce». Anche le domande rivolte ai rappresentanti dell'azienda sanitaria, durante il consiglio comunale aperto del 6 ottobre, non hanno trovato risposte esaurienti. Quali criteri ha adottato l'azienda per definire gli esuberi? Come si concilia il taglio del personale avvenuto all'ospedale di Pescia con la normativa europea sui riposi? Per citarne solo due. Persino il sindaco Oreste Giurlani ha ammesso di essere venuto a conoscenza di determinati problemi solo in quell'ambito e non prima.
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