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Sos ospedale: «Così va a morire»

di Maria Salerno
Sos ospedale: «Così va a morire»

L’allarme di comitati, sindacati e minoranza. Ma l’Asl smentisce: «È in corso un potenziamento»

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PESCIA. Quale futuro per l'ospedale della Valdinievole? Questo il tema al centro del consiglio comunale aperto, che si è svolto giovedì, al quale hanno partecipato anche alcuni rappresentanti della Asl Toscana Centro. A partire dalla lettura del documento redatto dalla consulta sanità contenente analisi, sintesi e proposte formulate dalla stessa per la salvaguardia e la valorizzazione del presidio ospedaliero, si è svolto un confronto che ha visto al centro anzitutto la preoccupazione che il Cosma e Damiano possa essere depotenziato per effetto della riforma regionale approvata nel dicembre del 2015. Preoccupazione che è stata ampiamente rappresentata, oltre che dai gruppi d'opposizione anche da comitati, sindacati e comuni cittadini. In qualità di rappresentante della Asl Toscana Centro, Emanuele Gori, ha espresso in maniera chiara la volontà dell'Azienda non solo di non depotenziare quello che ha definito «un ospedale di riferimento importante», ma addirittura di potenziarlo.

A supporto di ciò sono stati presentati alcuni dati sull'attività del presidio, volti a mettere a confronto il primo semestre del 2016 con quello dell'anno precedente. «Da questi dati emerge che non c'è riduzione di attività rispetto al 2015 - ha sottolineato Gori - quindi la volontà dell'azienda non può che essere quella di mantenere questo presidio e potenziarlo, sfruttandone la posizione strategica di confine con un'altra area vasta, quella ovest». Gori ha negato che la filosofia aziendale sia "Firenze-centrica", vale a dire volta ad investire risorse nei grandi presidi a detrimento dei piccoli, e che anzi l'obiettivo è quello di "valorizzare le specificità". Proprio per questo il Cosma e Damiano diventerà il centro di riferimento per la chirurgia del pavimento pelvico e uno dei due centri privilegiati per la chirurgia addominale. «Perché non dite la verità - ha chiesto il capogruppo di Percorso Comune Paolo Varanini - che la sanità sta virando verso il privato perché così è stato scelto dalla politica, non solo in Toscana o in italia, ma in tutta Europa. Per salvare qualche voto politico, invece, preferite dire che tutto va bene e che addirittura va meglio di prima». Nel suo intervento Varanini ha parlato di «declassamento della sanità pesciatina», avvenuto nel silenzio della politica. Ha citato la diminuzione della qualità dell'offerta sanitaria misurabile in riduzione di organici e posti letto. Alcuni esempi: i 30 posti letto del reparto di chirurgia occupati dalla medicina, la cancellazione di un'unità operativa come la pediatria a fronte di 15.000 minori presenti in Valdinievole, l'allungamento delle liste d'attesa, la chiusura dell'osservazione breve intensiva per consentire al personale di andare in ferie, un angiografo (quello del Mayer) il cui arrivo da tempo annunciato non è ancora avvenuto. «L'azienda - ha sottolineato Varanini - sopperisce a tale mancanza con contratti interinali e mi piacerebbe anche conoscere i criteri che avete utilizzato per definire gli esuberi. L'unico modo per ridurre le liste d'attesa è assumere».

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