Il Tirreno

Montecatini

Raddoppio della ferrovia in sopraelevata, spiragli anche per Pieve a Nievole

di David Meccoli
Raddoppio della ferrovia in sopraelevata, spiragli anche per Pieve a Nievole

I sindaci Bellandi e Diolaiuti all’incontro in Regione con l’ad di Rete ferroviaria «Ribadito il nostro no al progetto a raso». Il 3 ottobre assemblea con i cittadini

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MONTECATINI. Barra dritta verso la sopraelevata per Montecatini, nuovi spiragli di scelta per Pieve a Nievole. Sono le sensazioni che i sindaci dei due Comuni della Valdinievole (rispettivamente Giuseppe Bellandi e Gilda Diolaiuti) hanno avuto al termine dell’incontro che lunedì 26 settembre si è svolto in Regione, alla presenza dell’amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana Maurizio Gentile e dell’assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli.

Al centro della discussione le ipotesi progettuali per il raddoppio ferroviario nella tratta Pieve-Montecatini e le relative valutazioni tecniche elaborate da Rfi. «Si è trattato di un incontro che ha fatto il punto della situazione senza arrivare a conclusioni definitive - dice Bellandi - in cui Rfi ha espresso i punti a favore e a sfavore del raddoppio. Come amministrazione abbiamo ribadito a Rfi e Regione il mandato ricevuto dal consiglio comunale di puntare sulla sopraelevata, con il no a quello a raso ben espresso da maggioranza e opposizione». E sugli sviluppi dell’incontro di ieri il Comune informerà la cittadinanza lunedì 3 ottobre alle 18 in sala consiliare.

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Soddisfazione da parte dell’amministrazione comunale di Pieve per il risultato ottenuto. «Abbiamo vinto una battaglia – dice il sindaco Gilda Diolaiuti – considerato che siamo partiti da una situazione che appariva irrecuperabile. Pieve è nel primo lotto dei lavori con appalto già assegnato, con un progetto definitivo che risale al 2010 (viabilità sostitutiva compresa), Montecatini invece è nel secondo lotto dei lavori, dove si perfeziona ora il progetto preliminare. Ma il punto che ha sollevato Pieve è del tutto legittimo, come ha asserito l’assessore Ceccarelli e confermato anche dai vertici di Ferrovie: il progetto che interessa i due territori deve essere comune, e questo è in sintesi il pensiero espresso da Regione e Rfi, visto che le peculiarità dei due territori sono le stesse».

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«Negli oltre 15 anni di discussioni sul raddoppio – prosegue Diolaiuti – mai è stata portata sul tavolo l'ipotesi in sopraelevata, ma in ogni documento si ribadisce un concetto chiaro: il raddoppio sarà a raso, e se a Montecatini ci sarà l’interramento, dovrà esserci anche a Pieve. Ragione per cui se solo ora si dichiara valutabile anche l’ipotesi sopraelevata, Pieve non può essere esclusa da certe valutazioni visto che il progetto deve essere comune». Lo studio di fattibilità in sopraelevata per Pieve e Montecatini ha però evidenziato le stesse criticità, elencate dal sindaco Diolaiuti: «Aumento considerevole dei costi, interruzione del traffico ferroviario per due anni a Montecatini (compreso Pieve tre), notevole impatto ambientale, disagio per i viaggiatori, notevoli disagi alla viabilità visto che per la mobilità sostitutiva circolerebbero sul nostro territorio circa 250 pullman al giorno».

«Auspico – conclude Diolaiuti – che si riescano a mettere insieme le ragioni di tutti: diversamente saremo più deboli e non risolveremo i problemi, compresi la viabilità e il traffico».

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