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Commercio in crisi, riunione all’hotel Plaza per tentare il rilancio
I negozianti del centro di Montecatini discutono le proposte da sottoporre all’amministrazione comunale
MONTECATINI. Si firmano “commercianti del centro cittadino” (la nota arriva dalla boutique Bonvicini) e hanno convocato una riunione lunedì 12 settembre alle 21 all’Hotel Plaza in piazza del Popolo, a Montecatini, «per discutere sulla situazione del commercio cittadino ed eventuali azioni da intraprendere e sottoporre all'amministrazione comunale».
«È sotto l'occhio di tutti il continuo calo di fatturato registrato nelle nostre attività che preoccupa e progredisce ogni giorno - scrivono gli esercenti - ciò non dovrebbe accadere in una città turistica che funziona, nonostante la crisi generale. La città in cui abbiamo investito sta decadendo ed emerge la totale immobilità e disinteresse di chi governa. Montecatini , dove tutto ruotava intorno al sistema termale, era considerata una meta signorile, di classe, di shopping, di relax. Oggi tutto questo è venuto meno, la città è stata privata di quei motivi per essere visitata».
Poi una serie di domande: «Sbagliamo nel nostro ruolo imprenditoriale? Non siamo più capaci? Proponiamo prodotti non adeguati? Oppure stiamo predicando nel deserto?». Secondo il gruppo di negozianti la clientela è inadeguata e di livello inaccettabile, il turista usa gli alberghi a prezzi stracciati, non spende un euro in città e allontana i pochi, buoni e storici frequentatori, che vivono di ricordi. «Le Terme con un nuovo progetto e super servizi in strutture di qualità sono l'unica soluzione per riportare clientela di qualità a Montecatini - continua la nota - all'orizzonte però non si vedono progetti per rilanciare il sistema commerciale-turistico-termale cittadino. Noi commercianti forniamo servizi accessori ad una attività termale che è scomparsa. Occorre investire in un progetto con al centro l'attività principale. Per questo è necessario che il mondo del commercio chieda chiarimenti e garanzie alla “proprietà” di Montecatini».
Chiude l’intervento: «Non abbiamo colpe se la principale azienda cittadina ha chiuso i principali stabilimenti, ma dobbiamo muoverci. Ci vogliamo confrontare per non rimanere travolti dall'immobilismo politico, dalla scarsezza di idee, dal non far niente».
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