Il presidio
«Siamo felici e orgogliose di essere le prime a dire Sì» - Foto e Video
Sara e Stefania si sono sposate in Comune a Montecatini. Una è originaria di Monsummano e fa l’estetista, l’altra lavora all’Asl di Prato
MONTECATINI. Emozionate e fiere del loro amore. Sara Armari, 41 anni, e Stefania Tredici, 58, nella mattinata di sabato 27 agosto si sono unite civilmente in municipio a Montecatini. A celebrare l’evento, l’assessore Bruno Ialuna, che ha preparato un pensiero da dedicare alla coppia di innamorate.
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«Siamo orgogliose di essere le prime a unirsi in rito civile in questa città - dicono Sara e Stefania - l’Italia è molto indietro, è vero come ha scritto Il Tirreno che all’estero certi avvenimenti non fanno più notizia. Ma noi ci auguriamo di poter essere un esempio positivo per tutte quelle coppie che continuano a nascondersi, che in qualche modo provano vergogna per una diversità che non rappresenta altro che uno dei tanti modi di amare, sinceramente, un’altra persona». Sara è originaria di Monsummano, Stefania di Agliana. Sara, fino a poco tempo fa, lavorava come estetista e adesso si è presa un periodo sabbatico, in attesa di trovare una nuova strada professionale, Stefania lavora all'Asl di Prato.
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«Il nostro è stato un colpo di fulmine. Ci siamo conosciute a Firenze e dopo poco siamo andate a vivere insieme. Ci piace questa città e sei anni fa l’abbiamo scelta per la nostra convivenza». Le famiglie sono contente di vederle felici: «Certo, non è facile e non è tutto rose e fori. Però ci vogliono bene e sono contenti per noi. Ci vedono serene». Due donne coraggiose e felici della propria scelta: «Non vediamo l’ora di dire sì. Ringraziamo Ialuna che ha preparato un pensiero per noi. In questi anni abbiamo frequentato altre coppie omosessuali, non tutti hanno il coraggio di fare outing. A noi dispiace perché soffrono. Non bisogna star male per amore. Il nostro è un sentimento pulito e sincero. È giusto che possa essere riconosciuto dalla società, con un atto civile che in altri Paesi europei ed extraeuropei è stato introdotto da molto tempo».
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Eppure, la nostra società resta ancora intollerante e non solo nei confronti degli omosessuali: «Ci sono tante forme di diversità, a partire da quella del colore della pelle. Però dei passi avanti sono stati fatti, le unioni civili sono state ottenute dopo anni di lotte, battaglie, discussioni. Sono un segno di civiltà, tutto qui». Le colleghe di Stefania all’Asl conoscono da molto tempo la situazione e ammirano il suo coraggio: «Hanno condiviso ogni momento di questa storia».
Alla cerimonia erano presenti le rispettive famiglie: «Dopo andremo a pranzo al ristorante. Ma la festa più bella la organizzeremo la settimana prossima, con tutti gli amici che vogliono brindare con noi. Siamo convinte che anche l'Italia possa arrivare col tempo a non considerare più una notizia un rito civile o, addirittura, un matrimonio tra due persone dello stesso sesso».
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