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Quei due ori olimpici del cecchino di Bottegone

Quei due ori olimpici del cecchino di Bottegone

Luciano Giovannetti conquistò il titolo a Mosca nel 1980 e a Los Angeles 1984 “Atleta del secolo” nella specialità della Fossa, ha vinto molto anche da tecnico

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PISTOIA. Il primo sigillo era arrivato a Mosca nel 1980, dopo una finale ai limiti della perfezione: 198 piattelli su 200 centrati. Ai giochi olimpici di Los Angeles 1984 la consacrazione, al termine di una gara mozzafiato conclusasi solo con lo spareggio, che lo vide di fronte al peruviano Francisco Boza e all’americano Daniel Carlisle. Lo statunitense si fermò a 22, il peruviano a 23, per Giovannetti un solo errore. Quel 24 nella serie finale gli valse il secondo oro olimpico.

“A man from Bottegone who collects gold”, così titolò il giorno dopo il Los Angeles Times. Una piccola frazione alla porte di Pistoia assurta agli onori dello sport mondiale. E Luciano Giovannetti ci teneva, nelle sue interviste, a precisare che lui era sì pistoiese, ma prima di tutto di Bottegone.

Il paese lo accolse come un eroe, con tanto di banda musicale al seguito. Quando ha vinto i suoi due ori aveva 35 e 39 anni, non era un giovincello come Rossetti e diversa era anche la specialità: la fossa olimpica. Giovannetti è una gloria azzurra nata per caso, che ha stravinto da atleta e anche da commissario tecnico, portando i nostri a primeggiare ovunque, dai giovani ai seniores. Un talento della caccia prestato al tiro, che ha iniziato a gareggiare perché sentiva il bisogno di “inventarsi qualcosa” con il fucile una volta finita la stagione regolare di caccia.

Gli ultimi ori pistoiesi alle Olimpiadi vengono dal tiro al volo, e Luciano non si stupisce del successo di Gabriele. «L’ho avuto con me quando era ancora negli juniores, mi ero accorto della bravura di questo ragazzo». Dal 2012 Giovannetti non ha più incarichi all’interno della Fitav, sta per compiere 71 anni e si gode “la pensione”, ma il tiro al volo lo segue sempre, eccome. «È stato veramente perfetto (dice riferendosi alla gara di sabato di Rossetti, ndr). Ha saputo reagire agli errori del primo giorno con un 50/50 strepitoso. Ci vogliono cuore e concentrazione, e lui ha dimostrato di averli tutti e due».

Una stretta di mano tra “il vecchio e il bambino”? «Perché no? - risponde Giovannetti - conosco bene anche Bruno Rossetti, che è ct della Nazionale francese. Ci siamo visti tante volte al Tiro al volo di Montecatini». Ora è in pensione, Giovannetti, ma per i suoi successi e quelle due medaglie l’Issf (International shooting sport federation) l’ha decretato atleta del secolo nella sua specialità. E augura a Rossetti di fare altrettanto.

Tiziana Gori

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