Il Tirreno

Montecatini

Gli scontenti dell’Unione «È un carrozzone inutile»

Gli scontenti dell’Unione «È un carrozzone inutile»

Le opposizioni della Valdinievole contro il riassetto amministrativo proposto dal Pd «Nuove cariche inutili senza aver coinvolto i cittadini in un percorso partecipativo»

3 MINUTI DI LETTURA





MONSUMMANO. È un carrozzone inutile. È una scelta non democratica. Non sono coinvolti i cittadini. Più o meno su questi punti le opposizioni della Valdinievole se la prendono con i sindaci e con le forze di maggioranza che in queste settimane hanno portato in approvazione nei vari consigli comunali lo Statuto dell’Unione dei Comuni.

Ultimo intervento in ordine di tempo è stato quello del Movimento 5 Stelle di Lamporecchio: «Possiamo affermare che stiamo parlando a tutti gli effetti di un nuovo ente, composto da un presidente, una giunta e un consiglio, più tutte le strutture e il personale necessario per gestire le funzioni che gli saranno affidate, che ancora non sono chiare. Mentre la Regione affonda per la necessità di una razionalizzazione della spesa pubblica e nell’urgenza di migliorare i servizi erogati ai cittadini, la risposta che viene data è creare nuove cariche ma soprattutto nuova confusione. Da specificare inoltre, che queste nuove e scintillanti poltrone verrebbero assegnate aggirando totalmente il meccanismo decisionale democratico escludendo così la volontà dei cittadini, che dovranno quindi sottostare a una risoluzione approvata sopra le loro teste e che ricadrebbe esclusivamente sulle loro spalle».

Poi la nota congiunta di Monsummano Bene Comune, 5 Stelle e Centrodestra per Monsummano: «L'ennesimo carrozzone utile solo ai soliti personaggi. L'Unione è un risultato genuino della mala politica all'italiana che ci ha reso il paese più burocratizzato d'Europa dove la politica è usata come posizione di rendita e carriera personale anziché come servizio alla collettività. È il risultato di decisioni politiche prese a porte chiuse senza alcun tipo di confronto politico e senza alcun percorso partecipativo per i cittadini. Questi ultimi saranno però chiamati a sostenerne le spese a scatola chiusa qualunque siano i costi, demandando in bianco fiscalità e gestione politica».

Infine il coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale: «Il principio cardine, su cui non vogliamo e non possiamo demandare, è la sovranità popolare e la rappresentanza democratica. In secondo piano ci sono i risparmi economici. Ma solo dopo aver garantito il precedente punto. Premesso ciò, per quanto riguarda nello specifico, siamo contrari al modello di Unione proposta dal Pd per la Valdinievole, in quanto crea una sovrastruttura comunale che avrà costi gestionali in più e soprattutto priverà gli attuali consigli del loro diritto di indirizzo politico per le competenze attribuite all'Unione. Bisogna mantenere i costi della democrazia e tagliare quelli della burocrazia e della politica, mantenendo le strutture di rappresentanza democratica e abolendo le strutture dei nominati della politica. Se si vuole veramente attuare dei risparmi significativi le strade da percorrere sono due: la prima riguarda l'ottimizzazione dei costi, che la possiamo realizzare solo associando dei servizi. La seconda riguarda un ridimensionamento dei costi di dirigenti, funzionari e segretari con stipendi altissimi rispetto alla media degli altri impiegati nella pubblica amministrazione. Gli assetti istituzionali non possono essere fatti sull'onda di slogan propagandistici come, ma occorre impostare un serio dibattito fra tutte le forze politiche e la popolazione per varare un assetto tagliato su misura su ogni territorio».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino