Culligan in Ungheria realizza piscine in un resort di lusso
MASSA E COZZILE. Un nuovo ambizioso progetto realizzato in collaborazione con Culligan Technoacque in Ungheria. Si tratta di un resort di lusso, il Mjus, che sorge nei pressi di Körmend, città...
MASSA E COZZILE. Un nuovo ambizioso progetto realizzato in collaborazione con Culligan Technoacque in Ungheria. Si tratta di un resort di lusso, il Mjus, che sorge nei pressi di Körmend, città ungherese al confine con l’Austria, a pochi chilometri dall’incantevole lago Balaton. La sua posizione geografica rappresenta un luogo strategico per innumerevoli gite ed escursioni. «È un vero e proprio mondo di servizi diversificati - spiega Giancarlo Brizzi - che si adattano alle singole esigenze dei clienti per offrire a ciascuno di essi un soggiorno di massimo comfort. L’hotel è dotato di attrezzature e servizi moderni e consta di ben 123 camere tutte arredate con design moderno in grado di soddisfare la clientela più esigente. Culligan è stata scelta come partner per il trattamento acqua, in virtù della sua esperienza sviluppata anche nell’ambito della gestione delle acque termali, cosa non sempre semplice e immediata. E devo dire che di acqua ne hanno davvero tanta. La realizzazione di questo complesso ha richiesto più di due anni di progettazione e lavorazioni fino ad arrivare alla grande inaugurazione di inizio giugno».
Culligan ha demolito le vecchie piscine esterne e realizzato tre nuove interne con scivoli e giochi d’acqua, zone idromassaggio anche nelle grotte e altri accessori. «Siamo soddisfatti e non è ancora finita – conclude Brizzi – ci apprestiamo a realizzare la piscina più lunga di Italia. La più profonda l’abbiamo inaugurata pochi anni fa: è Y-40 e si trova a Montegrotto Terme, in provincia di Padova. Dopo aver completato il Grand Hotel Gallia a Milano e il Marriot di Venezia, stiamo infatti realizzando un mega resort su un’area di 75 ettari, con campo da golf e una piscina principale da 140 metri». Peccato che, proprio a Montecatini, Culligan non abbia potuto portare a termine il progetto alle Leopoldine a causa della sospensione dei lavori. E, comunque, mai dire mai.
Giovanna La Porta
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