Bilancio Terme, il voto slitta alla fine di agosto
MONTECATINI. Facce scure e nessuna voglia di parlare al termine dell'assemblea dei soci delle Terme (Regione e Comune), andata in scena per l'intera mattinata di ieri. Bocche praticamente cucite per...
MONTECATINI. Facce scure e nessuna voglia di parlare al termine dell'assemblea dei soci delle Terme (Regione e Comune), andata in scena per l'intera mattinata di ieri. Bocche praticamente cucite per il sindaco Giuseppe Bellandi e il vicesindaco Ennio Rucco, che dice: «Forse faremo un comunicato, è inutile che ci seguiate dalle Terme fino al Comune». E in effetti nei pochi metri che dividono le due sponde del viale Verdi non è stato possibile sapere granché. Se non, forse, la cosa principale, svelata dal sindaco: «Il bilancio 2015 delle Terme non è stato ancora approvato e l'assemblea si è aggiornata al 31 agosto. È stato inoltre illustrato il nuovo piano industriale».
Ma sui contenuti, top-secret. «Non siamo tenuti a renderli pubblici», taglia corto Rucco. Restano quindi irrisolti i nodi del passato (il bilancio consuntivo 2015) e quelli del futuro (le strategie di rilancio legate al piano industriale). Eppure il bilancio aveva già avuto il via libera da parte della giunta e dei tecnici contabili comunali. Ma a bloccare la procedura ieri mattina è stata una nuova normativa che impone, per l'approvazione di un bilancio di una società partecipata, un piano industriale compiuto e particolareggiato che, invece, ancora non era disponibile. Resta la sensazione di un passivo da profondo rosso (almeno -3 milioni di euro), in parte giustificato da onerosi accantonamenti (relativi a consulenze e altre voci di spesa) mai contabilizzati negli anni scorsi e ora fatti emergere dagli attuali vertici delle Terme. Ma potrebbe esserci anche una buona notizia: entro fine anno dovrebbe arrivare una linea di finanziamento dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), che metterebbe sul piatto 4,2 milioni di euro per l'acquisto da parte del Comune della Palazzina Regia, dove realizzare il museo dell'acqua. Sul pacchetto azionario delle Terme, infine, si registra l'interessamento di almeno 3-4 cordate straniere: se ieri avevamo parlato del gruppo cinese che fa capo all'ex amministratore Giovanni Fiori, ora spuntano anche alcuni fondi d'investimento con sede in Italia, Lussemburgo, Russia e Nord Europa. Ma prima si dovrà mettere loro in mano il bilancio 2015. (mec)
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