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Montecatini

«Turismo? Ora serve un piano straordinario»

David Meccoli
Turisti per le vie del centro a Montecatini (Foto Nucci)
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Turisti per le vie del centro a Montecatini (Foto Nucci)

Gli albergatori di Montecatini fanno il punto sui primi cinque mesi dell’anno e visti i numeri rossi chiedono nuove strategie puntando ai Paesi del Nord

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MONTECATINI. Si aspettavano quei numeri "da paura" per il turismo nei primi 5 mesi dell'anno (con un segno meno prepotentemente emerso da marzo e soprattutto ad aprile), e confermano che la principale causa non possa che essere imputata all'allarme meningite. Ma poi le tre associazioni degli albergatori lanciano anche precisi segnali sulla direzione da prendere se la città vuole uscire dalle acque limacciose post-Città del Natale. Ed è una direzione che prende dritta la strada per il Nord Europa.

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«Intanto - specifica Dante Simoncini, presidente Apam - c'è da sottolineare come i dati sui turisti dovrebbero essere forniti più prontamente per consentirci di fare le opportune correzioni. Suona un po' strano venirne a conoscenza solo ora, mesi dopo che sono stati registrati. Detto questo, dobbiamo anche dire che a giugno e luglio le cose sembrano andare meglio. Però il nostro resta un turismo fragile, legato a chi vuole visitare il resto della Toscana. Ecco, dovremmo imparare a svolgere meglio questo ruolo e aprirci alla promozione su taluni mercati del nord Europa, come Olanda, Belgio, Danimarca e Gran Bretagna (nonostante la sterlina e la Brexit)».

«I numeri sul turismo nei primi 5 mesi - dice Fabio Cenni, presidente Asshotel - non fanno che confermare la drammaticità di una situazione che ci aspettavamo e che trova le sue principali cause nei casi di meningite e in una Pasqua un po' in anticipo. Per fortuna l'accordo con Abi, il cui primo stimolo è arrivato dalla nostra associazione e poi abilmente riproposto a livello regionale dall'assessore De Paola, potrebbe portare risultati positivi».

«Già dalle prime avvisaglie legate all'allarme meningite - aggiunge Sabrina Gilardi, coordinatrice del gruppo turismo di Confindustria - abbiamo visto numerose cancellazioni nelle prenotazioni. E a pagarne di più le conseguenze sono state le strutture a tre stelle che, in primavera, lavorano con i gruppi di studenti. C'è stato, tra i non addetti ai lavori, addirittura chi ha detto che è stato meglio così, ma ricordo che in tante altre regioni ci si affida agli studenti per lavorare e pagare l'affitto per il resto dell'anno. Il turismo italiano si è quasi azzerato a primavera: serve un piano straordinario di promozione che punti all'estero su paesi del Nord».

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