Il Tirreno

Montecatini

Salute, Aqvasport torna alla carica

David Meccoli
Il rendering del precedente progetto di Acvasport
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Il rendering del precedente progetto di Acvasport

L’azienda bresciana è ancora interessata a realizzare le piscine ludiche. Stavolta però punta soltanto all’area del parco

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MONTECATINI. Alla manifestazione d'interesse non si è fatto vivo nessuno, ma l'alienazione o la locazione della Salute resta una delle priorità delle Terme. Rispetto però ai primi contatti tra le parti (si parla ormai di 3-4 anni fa) la situazione è cambiata e la bresciana Aqvasport, da tempo interessata all'area, sembra aver escluso dal suo radar lo stabilimento per concentrare le attenzioni sul parco circostante.

In altre parole: l'immobile è un bene vincolato dalla Soprintendenza? L'ipoteca delle banche rappresenta un problema pressoché insormontabile? Bene, ripensiamo il progetto (la cui prima versione fu presentata in Palazzina Regia nel dicembre 2013, dopo mesi di trattative) e limitiamo il raggio d'azione al parco, dove realizzare un grande complesso di piscine ludico-termali.

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Ed è questa la base sulla quale rappresentanti dell'azienda bresciana e Terme hanno riallacciato i contatti bruscamente interrotti tempo fa. Prima, però, c'era da passare dal bando pubblico, che come era prevedibile è andato deserto. L'invito a manifestare il proprio interesse riguardava infatti la gestione dell'area fino al maggio 2019 e la disponibilità (e forse è stato questo a spaventare gli eventuali interessati) a pagare un canone di affitto annuo non inferiore a 75mila euro oltre Iva. Saltato il bando, ora si può tornare a discutere su un eventuale affidamento diretto del bene.

Ma gli aspetti da limare sono tanti. Preso atto dell'impossibilità di inserire nella trattativa la parte in muratura (la Soprintendenza non avrebbe concesso una virgola), Aqvasport vorrebbe ora “solo” il grande parco, da mettere in collegamento con via Marconi e con il parcheggio pubblico. Resta anche la disponibilità a discutere sulla cifra del canone sul diritto di superficie che costituiva la base della precedente fase di colloqui, pari a 150mila euro l'anno. Però emergono delle precise condizioni: intanto si chiede di eliminare l'ipoteca sul parco, per concentrarla sull'edificio o “traslarla” su un altro bene. Poi, si chiede un diritto di riscatto dopo cinque o dieci anni di locazione a una cifra prestabilita, laddove le Terme ribattono con un obbligo di riscatto. In pratica, come succede nel mondo del calcio, il diritto concede la possibilità di rispedire il “pacco” al mittente, qualora la resa non sia sufficiente alle aspettative; l'obbligo, invece, presuppone un grado di rischio più elevato per l'acquirente. Ma intanto il primo passo è stato fatto: i contatti tra le parti sono ripresi. Adesso si attende una formale manifestazione d'interesse. Sempre che si voglia davvero ancora investire su Montecatini.

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