Il Tirreno

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Via di Boboli resterà chiusa

di Maria Salerno
Via di Boboli resterà chiusa

Deroga di quattro mesi alla Pe.Par. nonostante il pronunciamento del presidente della Repubblica

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PESCIA. Riapertura della via di Boboli entro il 30 giugno. Così recitava l'ordinanza firmata dal sindaco Oreste Giurlani con la quale si intimava all'amministratore delegato di Pe.Par, Rinaldo Incerpi, di riaprire la strada comunale davanti all'ospedale di Pescia. Via di Boboli, invece, ad oggi è ancora chiusa e interdetta al traffico, e questo nonostante l'ordinanza e il pronunciamento del presidente della Repubblica a seguito del ricorso (respinto) presentato dal gestore dei parcheggi. Il dispositivo, dal 1 giugno è nelle mani del Comune e la Pe.Par ha avuto a disposizione 30 giorni per ottemperare a quanto in esso contenuto, ma nulla sembra essere avvenuto nel frattempo se non la concessione di un'ulteriore proroga di 4 mesi alla Pe.Par da parte dell'amministrazione. «La Pepar a Pescia comanda più del presidente della Repubblica - tuona il consigliere di minoranza Oliviero Franceschi (Lega Nord), che sull'argomento aveva presentato un'interrogazione al sindaco e aveva scritto persino al prefetto - il sindaco invece di dare esecuzione al pronunciamento del presidente della Repubblica che ordinava la riapertura di quella strada, prima ha concesso fino al 30 giugno e poi zitto zitto ha trattato con la Pepar per concedergli altri 4 mesi. Pensare che lui diceva di cancellare come una lavagna quel parcheggio e quelle esose tariffe, invece dopo 2 anni siamo ancora alle solite: prezzi alti e arroganza a piene mani».

Nella risposta all'interrogazione di Franceschi, il sindaco sostiene che sarebbe toccato addirittura all'amministrazione precedente il compito di rimuovere le barriere, risalendo la prima ordinanza addirittura a dicembre del 2012. L'ordinanza non ha mai avuto una sospensiva dal tribunale, ma esisteva comunque un ricorso pendente e magari la decisione di non rimuovere le barriere, all'epoca, scaturì proprio da quello. Ma dopo il respingimento del ricorso perché concedere un'ulteriore proroga? Lo scorso 17 giugno il sindaco incontrava Rinaldo Incerpi per chiedere che lo stesso provvedesse alla riapertura della strada, ma l'incontro si concludeva col mandato all'ufficio competente di rinviare di ulteriori 4 mesi l'esecuzione dei lavori (cioè la riapertura), trascorsi i quali o sarà concordata una soluzione definitiva per la revisione della convenzione, oppure si procederà senz'altro alla riapertura della via. Il tutto a fronte di un ricorso respinto e il rischio per l'amministrazione di una condanna per inadempienza. «Il sindaco non può o non vuole opporsi alla Pepar - evidenzia Franceschi - si stanno creando le condizioni per essere portati in causa e pagare danni ingenti su inadempienze, il sindaco continua a scaricare le colpe sugli altri dimenticando che fu proprio il Pd ad approvare quel progetto di finanza, quindi possiamo capire anche il perché di tanta delicatezza laddove servirebbe l'accetta». Certo con il ritorno della libera circolazione in via di Boboli teoricamente chiunque potrebbe evitare di pagare l'esoso pedaggio, forse questi 4 mesi di proroga sono necessari proprio a trovare una soluzione che non rischi di ledere gli interessi del gestore.

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