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Il futuro del Padule di Fucecchio passa dalla scommessa sul turismo
Al convegno di Castelmartini il punto sui 25 anni di vita dell’associazione e i progetti in pista
LARCIANO. Venticinque anni di attività del Centro di ricerca, documentazione e promozione del Padule di Fucecchio racchiusi in oltre quattro ore di convegno. Un focus sui progetti e le iniziative organizzate dall'associazione onlus per la gestione e la valorizzazione dell'area umida e del territorio circostante, a più di 25 anni dalla sua costituzione che, nella giornata di ieri, ha richiamato molte persone nella sala conferenze del centro visite della riserva naturale del Padule in località Castelmartini a Larciano. Un momento di informazione e riflessione, certo, ma anche l'occasione per lanciare un segnale importante: ricomporre in maniera solida, come spiegato dal presidente Rinaldo Vanni, una compagine oramai fortemente sfilacciata, che ha visto l'allontanamento di diversi comuni della Valdinievole. E numerosi sono stati gli interventi che si sono susseguiti nel corso della mattinata.
Aldo Morelli, ex presidente della Provincia di Pistoia, ha parlato del Centro di ricerca come di un tavolo di confronto tra le parti ed anche come strumento di conoscenza, programmazione e gestione. I due dipendenti del Centro, Alessio Bartolini ed Enrico Zarri, invece, hanno relazionato riguardo agli interventi di ripristino ambientale, ripercorrendo anche la storia e le attività tradizionali del centro. E' stata poi la volta di Anna Mensuali della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa che ha trattato l'argomento delle macro-piante acquatiche del Padule di Fucecchio. Riguardo alla tutela e alla valorizzazione (anche e soprattutto da un punto di vista turistico) dell'area umida è intervenuto Renato Ferretti, dirigente dell'Area Governance Territoriale della Provincia di Pistoia. «E' fondamentale - ha spiegato -la costruzione di un'identità turistica che esista nella pratica e non solo sulla carta. Per farlo, occorre recuperare le relazioni territoriali, attraverso la riqualificazione delle aree di pertinenza fluviale e la realizzazione di parchi. Ma è importante anche realizzare dei percorsi ciclabili o pedonali, mettendo in connessione la collina con il Padule, per poter vivere, in modo completo, l'area umida».
E quale sarebbe la ricetta proposta da Ferretti? «Fare tesoro di ciò che abbiamo, definendo il progetto di valorizzazione del Padule di Fucecchio e coordinando le risorse di tutti i soggetti, sia pubblici che privati, per la realizzazione delle opere». Le conclusioni del convegno, affidate al presidente Vanni. «Siamo in un momento di profonda trasformazione - ha detto - in cui il Centro di ricerca rappresenta l'unico progetto esistente sulla carta, ad oggi, per la tutela e la valorizzazione del Padule. In questa fase, in cui l'ente Provincia è soffocato ed umiliato, occorre sedersi intorno ad un tavolo per capire se vi siano le basi per dare inizio ad un percorso di rafforzamento e dialogo».
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