Il Tirreno

Montecatini

Terme dimenticate nel Piano di sviluppo. Niccolai: rimedieremo

di David Meccoli
Terme dimenticate nel Piano di sviluppo. Niccolai: rimedieremo

Il consigliere regionale Pd assicura il suo impegno per modificare il documento dell’amministrazione Rossi

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MONTECATINI. Si può leggere di Vetrina Toscana, del progetto "Pranzo sano fuori casa", di wine architecture, di cultura etrusca e cammini dei viaggiatori. Ma nel nuovo Piano regionale di sviluppo 2016-2020, da poco adottato dalla giunta, non si fa cenno di quelle che rappresentano non solo la ragion d'essere per Montecatini, ma anche una parte importante del turismo e dell'economia della Toscana: le terme.

E non si sta parlando di uno dei tanti documenti licenziati dalla Regione e destinati a rimpolpare la Gazzetta ufficiale, ma della "madre" di tutti i piani regionali, il vero e proprio indirizzo di mandato per l'amministrazione Rossi.

Ventisei le macro-aree prese in considerazione dalla giunta regionale nel Piano di sviluppo: il settore "Turismo e commercio" è inserito nel capitolo 22, che ha nel programma lo "sviluppo e la valorizzazione del turismo, le reti distributive e la tutela dei consumatori". Totale dell'investimento da parte della Regione nel quinquennio di riferimento: 19,25 milioni (5,25 nel 2016, 3,5 all'anno dal 2017 al 2020), tutti destinati a Toscana Promozione. In pratica solo lo 0,30% di incidenza sul totale del quadro delle risorse disponibili.

E se i campanellini d'allarme sembrano ancora pochi, andiamo a leggere qualche passaggio del documento (sempre al capitolo 22): "Alla luce delle dinamiche espansive del turismo a scala globale è prioritario attrarre flussi turistici crescenti concentrando gli sforzi sulla domanda a maggior valore aggiunto e sui poli che hanno maggiori potenzialità di attrazione, quali i grandi musei, che possono generare effetti moltiplicativi sul territorio".

E più avanti si parla di "innovazioni di tipo organizzativo nella filiera del turismo culturale" e di "potenziamento dell'offerta in tema ambientale e dei centri minori". Di terme, anche qui, nemmeno l'ombra. Così come nei paragrafi "Il contesto di riferimento", "Obiettivi" e "Tipologie d'intervento". Per quegli operatori e quelle associazioni del nostro territorio che hanno avuto la pazienza e la costanza di leggerlo, il piano di sviluppo regionale è subito apparso come un pugno allo stomaco.

Ma non tutto è perduto. Già l'assessore regionale al termalismo Federica Fratoni aveva detto, nel corso di un incontro con l'Intersindacale, che nel testo definitivo sarebbe stata aggiunta una specifica scheda dedicata al termalismo. Ora il consigliere regionale Marco Niccolai (Pd) si spinge oltre. «Siamo solo all'inizio di una lunga procedura - dice - e dopo l'adozione del piano da parte della giunta è partita la fase della concertazione con le categorie economiche. Tutte le eventuali modifiche recepite saranno discusse nelle varie commissioni e infine si passerà alla definitiva approvazione in consiglio regionale. Le terme possono dare molto alla Toscana e, per ciò che mi riguarda, le ho già inserite nel piano di promozione 2016, peraltro già approvato dalla giunta.

Un lavoro di valorizzazione – conclude Niccolai che ho intenzione di riproporre nell'ambito del piano di sviluppo, dove troveranno sicuramente spazio sia le terme che altre peculiarità della provincia».

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