Raddoppio ferrovia: nessun vincolo sulla sopraelevata a Montecatini
Il consigliere Rosellini (Pd) smentisce le ipotesi di un no della Sovrintendenza. «Troppa confusione»
MONTECATINI. «Credo che intorno alla questione raddoppio della ferrovia deve essere svolta un'analisi responsabile e scevra da ogni condizionamento ideologico, volta unicamente al maggior bene comune ottenibile. Da sempre sostengo che la soprelevazione, pur non indolore, sia la soluzione più realistica, rispettosa della città e dei cittadini».
Pietro Rosellini, consigliere comunale del Pd delegato al Regolamento urbanistico interviene nella discussione (dai toni sempre più accesi) aperta in città sulla decisione migliore da prendere rispetto al progetto. E dice: «L'interramento, oltre ad essere costoso (bocciato dalla storia) è anche tecnicamente irrealizzabile per le pendenze necessarie e per la presenza di acqua ad appena 2,5 metri di profondità; è vero a tutto c'è rimedio, anche all'acqua, ma con quali costi. Per non parlare dell'interferenza degli scavi con le falde termali, che studi approfonditi, dicono proprio provenire dal Padule».
Secondo Rosellini poi, affermazioni come quelle lette sulla stampa recentemente sui possibili veti alla ipotesi di soprelevazione da parte della Sovrintendenza ai beni ambientali «sono solo osservazioni infondate e messe per fare confusione. Smentisco decisamente queste ipotesi: il centro di Montecatini Terme intorno alla ferrovia non è soggetto a nessun vincolo di tipo paesaggistico e quindi la Sovrintendenza non può porre veti. È chiaro che è la solita “disinformatio”, che non fa chiarezza sul dibattito pro e contro le varie soluzioni».
Rosellini si dice infine sempre disponibile a qualsiasi chiarimento, aspettando i progetti di Rfi, e invita chi è interessato a discutere a farlo «nelle sedi istituzionali e assembleari con i cittadini, ma sempre nel merito, ed evitando inutili (o volute?) confusioni».
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