Abbattuti gli alberi nel parco dell'ex ristorante Unopiù di Pieve a Nievole
La denuncia del Movimento 5 stelle sulle operazioni di “pulitura del terreno”: nessuno dà spiegazioni
PIEVE A NIEVOLE. I cittadini che abitano nella zona della scuola elementare De Amicis sono sconcertati per l'abbattimento inatteso e rapidissimo del parco secolare di pini e cipressi dell'ex ristorante “Unopiù”, chiedendosi tra l’altro se tutto ciò è avvenuto con regolari autorizzazioni. A denunciarlo è il Movimento 5 Stelle di Pieve a Nievole. Che ricorda come «l'atteggiamento rilassato ed inefficace degli uffici comunali predisposti al controllo» è stato vivacemente contestato proprio da M5s, che il 6 aprile, dopo i primi abbattimenti, aveva presentato una richiesta di informazioni «alla quale è stata data una risposta incompleta, senza bloccare e impedire gli ulteriori abbattimenti in corso».
«Il 9 maggio - prosegue - dopo l'intollerabile abbattimento completo del parco, abbiamo protocollato una nuova richiesta di chiarimenti alla quale non è stata data nemmeno risposta. Solamente sabato 21 maggio, dopo l'ultima richiesta/denuncia del 18 maggio, indirizzata anche al garante per la trasparenza, gli uffici hanno finalmente risposto»
Le indicazioni ricevute sono ancora in fase di approfondimento. «Non è chiaro - spiega il movimento - chi sia ad oggi il titolare della proprietà (gli uffici hanno fornito due documenti in parziale contraddizione). Si sono rivelate fasulle certe millantate ipotesi di sviluppo; ad oggi non è stato depositato nessun progetto ma solo una breve e generica comunicazione di “lavori di pulitura di terreno”». Secondo i pentastellati, poi, nessuno avrebbe verificato le affermazioni dell'agronomo di parte sulla presunta pericolosità delle piante; così come «non è stato possibile verificare i tronchi abbattuti e le radici, perché tutto è stato rimosso in un baleno».
Il M5s si chiede come mai nessuno, «né polizia municipale né dirigenti, né amministratori, sia intervenuto con un sopralluogo a lavori in corso, in un parco che si trovava a 300 metri dal Comune, sotto gli occhi di tutti e con quotidiane lamentele su quel che stava avvenendo».
«Lo scempio che si è verificato a Villa Scoti - insiste - potrebbe avere rilevanza penale. Confligge infatti in modo evidente e gravissimo con vari articoli del regolamento urbanistico, in quanto area di particolare valore storico ed estetico, dove è obbligatorio censire e tutelare la cornice ambientale esistente. Vista la gravità e l'urgenza della questione, anche riguardo alle possibili mancanze degli uffici comunali predisposti, chiediamo al segretario comunale, responsabile per la trasparenza e l'anticorruzione, di interessarsi alla vicenda coinvolgendo le autorità superiori, e che nel caso si riscontrino comportamenti inopportuni il responsabile venga immediatamente sospeso, in attesa della individuazione di ogni responsabilità. La certezza più evidente è che d'ora in poigli alunni delle elementari aprendo la finestra invece che ammirare un parco, vedranno un piazzale e ascolteranno l'eco del traffico sull'autostrada».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
