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Impresa di Enrico Bellei: sette vittorie su sette all'ippodromo di Follonica
L'exploit del driver montecatinese si era aperto nelle corse di Roma e Bologna
MONTECATINI. Ancora una straordinaria impresa di Enrico Bellei, protagonista assoluto nel convegno di venerdì 20 maggio a Follonica. Il top driver montecatinese ha vinto tutte le corse nelle quali era impegnato. Come Frankie Dettori, anche se Follonica non è Ascot: sette su sette per Enrico Bellei, nelle corse riservate ai driver professionisti (l'ottava vedeva in pista i gentlemen). L'impresa del fantino italiano nel tempio del galoppo mondiale, li valse la costruzione di una statua all'ingresso del meraviglioso ippodromo caro alla Regina Elisabetta. Chissà se un giorno a qualcuno verrà in mente di celebrare questo en plein dell'Imperatore di tutti i trotti.
Le vittorie sono arrivate con Redbull du Kras, Nicholas Cage, Tropesien, Une Passion Play, Uhaveadeream, Tomahawk Lg e, in chiusura, Remember Me Sm. Un multiplo a 11 contro uno, dato che l'Enrico nazionale guidava dei favoriti, ma questo è soltanto un dettaglio che non sminuisce qualcosa di mai visto nel panorama dell'ippica italiana. Quando sali sul sulky in un pomeriggio di corse e mantieni alta la concentrazione e la tua voglia di vincere per tre ore, hai qualcosa di grande che è un meraviglioso e magico mix tra talento, determinazione, volontà. Qualcosa di molto organizzato, dove l'aspetto casuale è proprio marginale.
L'exploit ottenuto dal montecatinese è l'apoteosi di una settimana ispiratissima: mercoledì 18 maggio l'Enrico Nazionale ha firmato un poker di vittorie a Roma, giovedì 19 il suo monologo ha avuto come palcoscenico l'Arcoveggio di Bologna e ha riguardato le prime tre corse del convegno, per un triplo. In tre giorni il guidatore in casacca neroverde ha viaggiato su numeri da leggenda: 14 successi in tre giorni su piste diverse e per stupìrci ancora, a pochi giorni da quella quota altisonante delle 9.000 vittorie, ha pensato bene di regalarsi un'altra traiettoria impossibile: eguagliare il piu' celebre fantino al mondo, Lanfranco Dettori con quel settebello al limite dell'impossibile.
Entrambi questi numeri uno sono figli d'arte, il jockey ormai stabile in Inghilterra, figlio di Gianfranco, che dominò la lega italiana del galoppo tra gli anni Settanta e Ottanta, mentre il driver è l'erede di Nello Ivan da Modena, undici volte frustini d'oro, colui che assieme al suo grande rivale Vivaldo ha scritto molta storia del Sesana, della Montecatini che ama il trotto come una passione grande e infinita. Ippica come storie di padri e figli. Protagonisti di epoche diverse, difficili da confrontare. Anche se i numeri dicono chiaramente che i figli hanno superato i padri.
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