Il Tirreno

Montecatini

Oltre 700 studenti fuori dalla Querceta per una fuga di gas

Oltre 700 studenti fuori dalla Querceta per una fuga di gas

L’evacuazione alle 9,40, poi la decisione del preside Monti di rimandarli a casa. Nessuna perdita individuata dai vigili

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MONTECATINI. “Attenzione. Si pregano alunni e docenti di lasciare l’edificio. Non è una prova di evacuazione”. Sono le 9,40 di ieri mattina. La voce calma e professionale di Marilena Cattalini, assistente tecnico addetta alla reception della sede Querceta dell'alberghiero Martini, pronuncia al microfono un messaggio di pericolo. C’è una fuga di gas, rilevata dai docenti di ristorazione impegnati con le classi nelle cucine della scuola. Si sospetta una perdita. L’invito dà il via a un meccanismo di uscita ordinato, ben gestito, senza panico.

Circa settecento studenti, accompagnati dai docenti di riferimento, in pochi minuti riescono a raggiungere i punti di raccolta esterni prestabiliti (il parcheggio della palazzina adibita a segreteria, il loggiato dei motorini, il vialetto a ridosso del campo di calcetto) lasciando nelle aule gli effetti personali. Sono state effettuate diverse prove di evacuazione, nel corso degli ultimi mesi. Ed erano stati avvertiti: “Se dovesse succedere qualcosa, non preoccupatevi degli oggetti”. Tutti sanno cosa fare. Paura e timori vengono tenuti a freno dagli insegnanti, che hanno comunque la responsabilità di vigilare sui ragazzi e trasmettere loro sicurezza.

I vigili del fuoco, intervenuti prontamente, cominciano la loro ispezione. C’è odore di gas sia a piano terra che al primo piano. L’area viene immediatamente bonificata con aperture di tutte le finestre. Sul posto vengono chiamati anche la ditta idraulica che si occupa della gestione degli impianti e l’azienda fornitrice di gas. Una squadra robusta, che subito accerta l’insussistenza di rischi per l’incolumità.

Tanto che gli studenti vengono momentaneamente lasciati all’esterno, in attesa di una decisione da parte del dirigente Riccardo Monti. Il preside si trova a Firenze per un impegno scolastico ma è stato subito contattato dalla sua vice, Barbara Trinci, che lo ha messo al corrente di ogni passaggio. Ed è rimasta dentro l’edificio, come un buon capitano di vascello. Intorno alle 10,30, gli studenti vengono informati che possono ritornare a casa. «Sapevamo - spiega Monti - che non erano state rilevate perdite. Per eccesso di prudenza e per dare ai tecnici la possibilità di effettuare i controlli, abbiamo mandato via i ragazzi». Resta un mistero la causa della fuga temporanea di gas. Tra le ipotesi più accreditate, un fornello rimasto aperto per sbaglio.

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