Meteo
Terme, si tratta sui licenziamenti
Ma le alternative (cassa in deroga o solidarietà) sono strade tutte in salita
MONTECATINI. Si è aperta ufficialmente da ieri la procedura di mobilità per 13 dipendenti delle Terme.
È la legge, infatti, che prescrive il termine dei 7 giorni (a partire dal ricevimento delle lettere) per la firma sul documento da parte dei sindacati e dell'azienda. Ora partiranno anche formalmente le trattative, nelle quali per 45 giorni (più altri 30 da tenersi eventualmente in Provincia), saranno sondate anche strade alternative prima che la mobilità si trasformi in un vero e proprio licenziamento (da eseguire in un tempo massimo di altri 4 mesi).
Alternative che al momento, però, sono escluse dalla società. Il contesto legislativo rende infatti difficilmente percorribile la strada degli ammortizzatori sociali: la cassa in deroga scade infatti a giugno, mentre la solidarietà può essere concessa (come già verificatosi anche alle Terme negli anni passati) solo spalmando il provvedimento su tutti i dipendenti e non solo su alcuni di essi. Invece sul "libro nero" delle Terme sono finiti i cinque quadri dirigenziali, due medici, i capi stabilimento, un'impiegata della direzione generale e i responsabili dei settori marketing, risorse umane, ufficio acquisti, Ced.
Sindacati e società torneranno a incontrarsi il 18 maggio, ma nel frattempo Filcams, Fisascat e Uiltucs cercheranno di coinvolgere nella procedura la proprietà (Comune e Regione) dato che, come ripetono da tempo, nell'ultimo incontro avuto il 5 febbraio scorso era stato assicurato chiaramente che i lavoratori non sarebbero stati toccati da alcun provvedimento. «Che la proprietà lo dica in maniera esplicita, che ha dato mandato a licenziare», spiegano i sindacati. In questo caso la trattativa potrebbe partire subito in salita e, qualora, non si arrivasse ad alcun risultato, l'azienda è pronta anche a ricorrere a figure esterne per coprire talune mansioni che potrebbero restare scoperte. «Ma come si fa a sostituire così o addirittura a fare a meno di certi dipendenti in un'azienda del settore sanitario?», commentano amaro i sindacati.
David Meccoli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google