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Balducci, Cgil durissima contro l'azienda: "Irresponsabili"

Balducci, Cgil durissima contro l'azienda: "Irresponsabili"

Dopo la conferma della vendita del marchio alla Asso spa di Fermo, il sindacato attacca pesantemente la proprietà

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PIEVE A NIEVOLE. “La notizia della cessione del marchio e delle licenze  da parte della famiglia Balducci alla società Asso di Fermo rappresenta purtroppo la pietra tombale sul futuro di 45 famiglie. La speranza di una possibile continuità produttiva ed occupazionale si è infranta grazie alla irresponsabilità della famiglia Balducci. Rabbia e disprezzo non possono che essere i primi sentimenti che ci colgono verso un'imprenditoria che può solo vergognarsi per il comportamento tenuto in spregio ai lavoratori ed alle istituzioni".

E' durissima la reazione del sindacato Cgil alla notizia dell'avvenuta cessione del marchio "Balducci" da parte dell'azienda di Pieve a Nievole che il 23 marzo scorso ha fermato la produzione di calzature per bambini, avviando le procedure di mobilità per tutti i 45 dipendenti. Ad acquisire lo storico marchio è la Asso spa di Fermo, un'azienda specializzata nelle calzature da bambino che ha delocalizzato la sua produzione in Estremo Oriente. Il comunicato, diffuso sabato 30 aprile con le firme del segretario provinciale Gessica Beneforti e del segretario della Filctem Michele Gargini accusa senza mezzi termini la società Balducci di aver pianificato da tempo l'operazione di vendita anche mentre  "si presentava falsamente disponibile alle istituzioni ed alle organizzazioni sindacali dichiarando ai collaboratori di una vita, le  maestranze della gloriosa Balducci che fu, di considerarli una priorità assoluta". Un atteggiamento che - secondo la nota della Cgil -  mette in evidenza "solo il disprezzo delle persone, delle istituzioni, della comunità tutta, lo sfregio della carta costituzionale, che enuclea tra i suoi principi fondamentali, la responsabilità sociale dell'impresa".

"Vergogna! Vergogna! Vergogna! - conclude la nota della Cgil - difficile rassegnarsi a questo epilogo. Certo è che, unitamente alle Istituzioni, faremo tutto quanto possibile per assicurare sostegno ai lavoratori ed alle loro famiglie".

Il presidio dei lavoratori ai cancelli della fabbrica è stato fermato, in preparazione della giornata del Primo maggio, che a questo punto vedrà a Monsummano una massiccia presenza delle maestranze della fabbrica di calzature.

 

 

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