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Monsummano, sorpresi a bruciare rifiuti in via Battisti
I residenti chiamano la Municipale e per tre persone scatta la denuncia per reati ambientali
MONSUMMANO. Un rogo di rifiuti accatastati grande più o meno 50 metri quadrati. Su segnalazione di alcuni residenti, la Polizia municipale cittadina ha beccato in flagranza tre persone, un italiano e due nordafricani, che sono state denunciate a piede libero per reati ambientali, rischiano dai 2 ai 5 anni.
Quando gli agenti sono arrivati sul posto, in un terreno non visibile dalla strada nella zona di via Battisti, nella frazione delle Case, il fuoco era ancora vivo. Sotto le fiamme ardeva un po' di tutto: computer, reti, materassi, vari oggetti in plastica, lavatrici, addirittura un radiatore, una canoa e una tavola da surf. Per spegnere l'incendio sono dovuti intervenire i pompieri. Il fatto è accaduto nei giorni scorsi. Dalle indagini, i rifiuti messi a rogo provenivano da tre diverse famiglie, regolari utenti del servizio di raccolta rifiuti con il metodo del porta a porta: municipale e Publiambiente stanno svolgendo accertamenti per verificare l'innosservanza delle regole del ciclo della differenziata.
«I fumi trasformano tutti i rifiuti in materiali pericolosi per la salute e la sicurezza -spiegano dal comando della Polizia municipale di piazza Quattro Novembre- se prima in questi casi veniva comminata solo una sanzione amministrativa ai privati per abbandono dei rifiuti, adesso scatta una denuncia penale (che fin qui era riservata ai rifiuti industriali scaricati dalle aziende, ndr): è il cosiddetto decreto "Terra dei Fuochi" (entrato in vigore circa un anno fa, ndr) che ha modificato l'articolo 256 del decreto legislativo 152 del 2006, cioè il Testo unico ambientale».
Misure più stringenti quindi per certi comportamenti che recano danni sensibili all'ambiente e alle persone che si trovano a respirare le esalazioni dei rifiuti bruciati. (Lu.Si.)
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