Il presidio
Lavori alle Terme Leopoldine, rispunta l’idea di investimenti privati
Il vicesindaco Rucco: il Comune è pronto a fare la sua parte, ma la Regione cosa fa? L’alternativa è un project financing
MONTECATINI. È scontro in commissione società partecipate del consiglio comunale (la riunione si è svolta martedì 12 aprile) sulla destinazione della tassa di soggiorno (tra sogni di gloria alle Leopoldine e piedi per terra per le emergenze contingenti). E intanto torna in auge la possibilità di un “project financing” (con gara a chi l'aveva detto prima) per il completamento della piscina termale. E con un facile bersaglio bipartisan: la matrigna Regione che si nasconde e non si decide a passare di nuovo al di qua del Serravalle.
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Mancano ancora 13 milioni di euro per portare a compimento il progetto Leopoldine. Il Comune si è già detto disponibile a fare la sua parte, con 4,2 milioni provenienti dal Cipe e un milione l'anno di tassa di soggiorno (e conseguenti patti parasociali). Ma, anche senza calcolatrice, si vede che i conti ancora non tornano. «Per il 2016 - spiega il sindaco Giuseppe Bellandi - non c'è nessun impegno scritto a bilancio in Regione, mentre per il 2017 c'è stata un'apertura da parte dell'assessore Fratoni. Ma senza la certezza dell'intervento da parte di Firenze noi da soli non ce la possiamo fare».
A tracciare gli scenari possibili ci pensa il vicesindaco Ennio Rucco. «Con il nuovo piano di vendite degli immobili ci sarà la possibilità di tornare a trattare con la Bnl per una rivisitazione del mutuo. Ma la Regione che ha intenzione di fare? La prospettiva di una copertura del progetto esiste, ma c'è volontà di farlo con un investimento anche diretto? Altrimenti potremmo ricorrere a un project financing (con l'ausilio di Cassa depositi e prestiti), con il privato che potrebbe scomputare dal canone di locazione il valore dei lavori finanziati. Ma ce lo devono dire chiaramente: la Regione vuole sganciarsi dalle Terme? Bene, ma trovino un investitore». Duro il commento della presidente della commissione Silvia Motroni: «La Regione non ha espresso ancora alcun impegno. Ci ha preso in giro, ha giocato a nascondino con la città e l'unica cosa che ha preteso in questa partita è che le Terme si riportino in equilibrio ?nella gestione caratteristica per il 2017. Praticamente un diktat senza contropartite: un comportamento vergognoso di cui mi sento offesa».
Poi la discussione si è accesa sulla destinazione della tassa di soggiorno. «Dobbiamo - dice Riccardo Sensi, Mi piace Montecatini - scoprire il bluff della Regione: mettiamo comunque i soldi anche senza il riequilibrio del capitale sociale. Destinare la tassa di soggiorno a un'aiuola o a una strada potrà portare più voti, ma serve solo a mettere il cappotto a un maiale: dalla crisi generale si esce solo con il rilancio delle Terme».
«Per noi i soldi dei cittadini - replica Cristiano Berti, M5S - non si devono investire in un progetto che ancora non c'è. Allora meglio lasciare la tassa di soggiorno agli albergatori per rifare camere e servizi».
«I soldi - conclude Rucco - il Comune li mette se anche la Regione farà la sua parte. Non possiamo togliere un milione che potremmo destinare ad altre opere pubbliche per un progetto non ancora completo».
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