Terme: Palazzina dei Consulenti sul mercato per fare cassa
Il sindaco di Montecatini conferma che è uno degli immobili (insieme a quelli sul viale Marconi) da sacrificare per il pareggio di bilancio. «I benefit dei dipendenti? Non è più tempo»
MONTECATINI. Palazzina dei consulenti e quel che resta degli edifici della zona di viale Marconi in vendita per primi; mobilità per le figure apicali (ma anche altri tipi di provvedimenti per i quadri aziendali intermedi).
Il sindaco Giuseppe Bellandi torna a specificare meglio le decisioni prese nell'ultima assemblea dei soci delle Terme e a delineare una strategia globale di salvataggio della società più importante del territorio, con la Regione che potrebbe in qualche modo intervenire anche prima della scadenza del 2017 (auspicato pareggio di bilancio della gestione caratteristica, o Ebitda). D'altra parte, come aveva lui stesso detto in conferenza stampa al termine dell'assemblea, “pacta sunt servanda”.
Necessità di un forte piano di risanamento aziendale, con tagli degli integrativi e ridimensionamento delle figure apicali, esternalizzazione di taluni servizi e via libera a una richiesta di manifestazione d'interesse per tutti gli immobili non strategici. Sono le linee d'indirizzo emerse nell'assemblea dei soci, andata in scena lunedì 4 aprile.
Nel 2016, è stato detto, il pareggio di bilancio potrà essere raggiunto anche ricorrendo alle vendite degli immobili. Ma quali sono quelli dichiarati strategici e pertanto inalienabili? «Tettuccio e Redi sicuramente - risponde il sindaco - e poi probabilmente le Tamerici. Infine le Leopoldine, che non potrebbero certo essere messe in vendita in queste condizioni».
Entro la fine del 2017, invece, la salute del bilancio termale sarà misurata solo attraverso il pareggio della gestione caratteristica. E solo allora, è stato detto in assemblea, «a condizioni finanziarie che lo consentano, la Regione sarà della partita e non si tirerà indietro sugli investimenti». Ma Bellandi rivela che «potrebbero esserci precisi impegni da parte di Firenze anche prima di tale scadenza e anche senza ricorrere subito e direttamente a un finanziamento».
“Pacta sunt servanda”, appunto, aveva detto il sindaco in conferenza stampa, ricorrendo a una storica frase ripresa dalla giurisprudenza, che sta a significare che i patti devono essere rispettati e che non ci si può liberare unilateralmente dagli obblighi assunti (capito presidente Rossi?). E al pareggio dovrà concorrere anche il personale dipendente. La società ha già comunicato ai sindacati l'apertura di una procedura di mobilità per le figure apicali (si presume i tre direttori di area marketing, tecnica e sanitaria), ma potrebbe non finire qui.
«Gli input dati dai soci - spiega Bellandi - sono di un pareggio di bilancio da raggiungersi anche attraverso un contenimento dei costi. D'altra parte, però, un numero sufficientemente alto di lavoratori serve per poter garantire anche maggiori introiti in stagione. Di conseguenza si dovrà agire sugli integrativi e su ogni strumento accessorio presente in buste paga. Benefit che potevano andar bene in una società in salute, non oggi con un'azienda alla ricerca della sopravvivenza».
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