Il Tirreno

Montecatini

No alla svendita del marchio Balducci ad aziende cinesi

di Martina Trivigno
La manifestazione dei dipendenti davanti allo stabilimento Balducci (Foto Nucci)
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La manifestazione dei dipendenti davanti allo stabilimento Balducci (Foto Nucci)

Pieve a Nievole: prima manifestazione di lavoratori e sindacati di fronte allo stabilimento. La solidarietà delle istituzioni

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PIEVE A NIEVOLE. Un cancello sbarrato, dietro al quale sono rimaste congelate le speranze dei dipendenti della Balducci Spa, storica azienda toscana produttrice di scarpe per bambini; e un cartello che tristemente ne annuncia la chiusura. E anche se delle importanti avvisaglie di crisi negli ultimi anni vi erano state - dalle 80 maestranze del 2011, si era giunti alle attuali 45 - i dipendenti non vogliono rassegnarsi.

Per questo è stata organizzata martedì 29 marzo, di fronte al calzaturificio di via del Melo, una mobilitazione di due ore, dalle 10 alle 12, a cui hanno partecipato anche le autorità, indetta dalle sigle sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, per manifestare tutta la propria contrarietà nei confronti della direzione della Balducci Spa. Che, con una lettera, ha comunicato, nei giorni scorsi, la propria decisione di “sospendere ogni attività produttiva di natura industriale, commerciale e amministrativa, e di attivare immediatamente, in via cautelativa, una procedura di mobilità collettiva di tutti i dipendenti”.

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«Questa manifestazione – dice Michele Gargini della Filctem Cgil Pistoia – non vuole celebrare la morte dello stabilimento, ma dare un segnale all’imprenditoria sana. L’azienda, infatti, in questo momento, ha bisogno di un nuovo piano industriale per poter andare avanti. Abbiamo saputo, purtroppo, che la proprietà ha preso contatti, per la vendita del marchio Balducci, con un’impresa che commercializza prodotti cinesi. Sicuramente noi ci opporremo con forza affinché ciò non accada. Se la Balducci, infatti, è diventata sinonimo di qualità nel settore calzaturiero è stato grazie, soprattutto, alla professionalità dei suoi dipendenti».

E proprio loro che, per anni, hanno dato il proprio contributo per scrivere la storia della calzatura da bambino, non hanno alcuna intenzione di arrendersi. «Questa vicenda potrebbe essere intitolata “cronaca di una morte annunciata” – dice, parafrasando l’opera di Garcia Marquez, Franco Moncini, responsabile del magazzino materie prime – a causa delle pessime capacità gestionali da parte dell’attuale proprietà. Il precedente titolare, Giuliano Balducci, aveva un’altra concezione del lavoro, ma soprattutto aveva grande rispetto per i lavoratori. Due anni fa, soltanto per fare un esempio, la Balducci Spa ha festeggiato i suoi 80 anni di vita e noi dipendenti non siamo stati nemmeno invitati. Il modo in cui poi, dall'oggi al domani, ci è stata comunicata la chiusura dell'azienda è a dir poco vergognoso».

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Parole piene di rabbia, di padri e madri di famiglia, ma anche di giovani che, in un attimo, hanno visto sparire il proprio posto di lavoro. Ma vi è anche chi, come Carla Giovannelli, responsabile del controllo qualità, aspettava con ansia la tanto agognata pensione. «Mi mancavano soltanto due anni e mezzo - dice, affranta - ma adesso non so più cosa fare. Non posso che essere amareggiata, considerata la mancanza di educazione e di rispetto con cui siamo stati trattati. Una cosa è certa: ora, più che mai, siamo uniti e non ci arrenderemo».

La triste storia della Balducci Spa ha smosso, però, anche le istituzioni, che hanno fatto sentire la propria vicinanza e solidarietà ai 45 dipendenti. Alla manifestazione, infatti, erano presenti il consigliere regionale Marco Niccolai, il presidente della Provincia Rinaldo Vanni e il sindaco di Pieve a Nievole Gilda Diolaiuti.

E proprio per affrontare questa difficile vicenda, l'unità di crisi ha convocato, in Regione, un tavolo, a cui prenderanno parte i sindacati e le istituzioni, tra cui l'assessore regionale al lavoro, Gianfranco Simoncini.

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