Italia
LA PIETÀ VINCE SULLE BARBARIE DEL MONDO
di ROBERTO FILIPPINI* Vorrei che giungessero in tutte le famiglie della nostra diocesi i miei più affettuosi auguri per una Pasqua serena e santa, una Pasqua di fede e di vita buona. Vorrei...
di ROBERTO FILIPPINI*
Vorrei che giungessero in tutte le famiglie della nostra diocesi i miei più affettuosi auguri per una Pasqua serena e santa, una Pasqua di fede e di vita buona. Vorrei formularli a partire dal capitolo finale del Vangelo di Luca, tutto dedicato alla domenica della Resurrezione. L'evangelista, con arte consumata, vi colloca tre racconti che si susseguono in crescendo, seguendo lo scorrere del tempo, quasi ora per ora.
Il primo episodio riporta la sorprendente esperienza delle donne alle prime luci dell'alba. Sono le donne che hanno seguito e accudito Gesù fin dalla Galilea e che sono rimaste vicino a Lui persino nella passione, anche sotto la croce… e siccome il sentimento va oltre la morte, sono loro che, andate al sepolcro per compiere atti di pietosa cura, lo scoprono vuoto e ricevono il messaggio celeste che Egli "è vivo"( Lc 24,5). Il primo augurio per celebrare la Pasqua del Signore è che sappiamo essere fedeli negli affetti, capaci di compassione e di pietà, che rimaniamo umani anche in mezzo alla barbarie del nostro mondo e allora la vita si illuminerà.
La seconda esperienza del Risorto è quella misteriosa e personale dei due discepoli che hanno lasciato Gerusalemme, delusi e amareggiati e che camminano sotto il sole meridiano, verso il villaggio di Emmaus. All'inizio sono ciechi e non riconoscono nel viandante che si accompagna a loro, il Maestro di Nazareth, ma Egli li provoca alla ricerca, in un serrato dialogo che scalda il cuore e apre i loro occhi ( Lc 24,31-32). A tutti auguro di cercare senza stancarsi mai, insieme ai fratelli, dialogando con tutti e scrutando nella nostra storia i segnali del Signore e soprattutto di incontrarlo nella condivisione eucaristica del suo amore.
La terza apparizione di Gesù Risorto accade dopo il tramonto, a tarda sera, nel Cenacolo. È un evento corale in cui Gesù si manifesta di fronte a tutto il gruppo apostolico come il Vivente, che sempre accompagna la sua Chiesa, spiegando il senso delle Scritture e di tutta quanta la realtà. Da questa esperienza nasce la missione a testimoniarlo con coraggio e coerenza ( Lc 24,48). L'augurio che formulo allora è che il Risorto prenda sempre più presenza tra noi, magari gradualmente, come avviene nel racconto lucano, dapprima quasi in punta di piedi e a piccoli passi, poi sempre più fermamente.
*Vescovo di Pescia
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