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Tre aggressioni in 15 giorni la Valdinievole nel mirino
Prima è toccato al gestore di un distributore di Chiesina colpito alla testa con il calcio della pistola, poi a un rappresentante di gioielli a Borgo a Buggiano
MONTECATINI. Prima Chiesina, poi Borgo a Buggiano, e venerdì sera Monsummano. Tre rapine in due settimane, messe a segno quasi sicuramente non dai soliti banditi ma accomunate da una violenza tutto sommato estranea alla nostra provincia e alla Valdinievole: tutte e tre le vittime, per lesioni più o meno gravi, hanno dovuto far ricorso alle cure dei medici del pronto soccorso.
Dieci i giorni di prognosi con cui, colpito alla testa con il calcio di una pistola da due banditi dall’accento dell’est europeo, il giovane gestore del distributore di carburanti Ip di via delle Regioni, a Chiesina Uzzanese, è stato dimesso dall’ospedale di Pescia nella serata di venerdì 19 febbraio. La rapina si è consumata intorno alle 19. Quel tratto di via delle Regioni, fuori dal centro di Chiesina, non distante dal confine con Altopascio, è ben illuminato ma in quel momento nella stazione di servizio non c'erano clienti: i due banditi evidentemente si erano nascosti in attesa del momento giusto. E quando il gestore - 29 anni - stava per andarsene con l'incasso della giornata, gli sono corsi incontro, sparando due colpi in aria con una pistola a salve (come hanno poi evidenziato i due bossoli ritrovati dalla Scientifica sull'asfalto) e gli hanno urlato di consegnare loro i soldi. Quindi, prima di darsi alla fuga nei campi con il bottino (circa 2.000 euro) l'hanno colpito alla testa con il calcio della pistola. Il giovane, sanguinante, si è rifugiato nell'ufficio del distributore e ha chiesto aiuto al 113.
Pochi giorni dopo, in tutt’altra ora della giornata (poco dopo le 9) e con modalità completamente diverse, la rapina - tentata - a un rappresentante di gioielli, a Borgo a Buggiano. Ad aggredire il cinquantottenne pesciatino, un bandito dall’inflessione partenopea travestito da guardia giurata che ha cercato di strappargli di mano una delle due valigiette piene di preziosi che stava mettendo in auto. Per far mollare la presa al rappresentante c’è voluto un colpo alla testa con il calcio di una pistola, ma non è bastato per ridurlo alla rassegnazione. Proprio mentre il bandito saltava a bordo della Fiat Punto dei due complici, l’uomo, sanguinante, si è gettato con uno scatto nell’abitacolo, e lì ha lottato per alcuni interminabili istanti, con le mani strette sulla sua valigetta e i piedi a strisciare sull’asfalto, mentre l’auto iniziava a prendere velocità. Poi, l’inaspettata resa dei rapinatori, forse intimoriti dall’accorrere della gente, richiamata dalle urla del rappresentanti: rinunciando al bottino, hanno spinto fuori il rappresentante e si sono dileguati a mani vuote a tutta velocità.
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