Il Tirreno

Montecatini

Due offerte in lizza per la gestione del mercato coperto di Montecatini

Due offerte in lizza per la gestione del mercato coperto di Montecatini

Bando comunale, a giorni l'apertura delle buste con le offerte per ridare vita alla struttura di via Mazzini: in pole position la proposta "stile San Lorenzo"

3 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. In due si contenderanno la gestione complessiva dei fondi sfitti (o che saranno a breve liberati) del mercato coperto. L'appello lanciato dall'amministrazione comunale, proprietaria della storica struttura di via Mazzini, con un bando pubblico di manifestazione d'interesse, è scaduto venerdì scorso, 4 marzo, e negli uffici comunali sono arrivate due proposte. Le buste con le offerte saranno aperte e valutate nei prossimi giorni, ma con tutta probabilità una di queste conterrà l'idea progettuale già delineata negli scorsi mesi da parte di un consorzio di imprenditori locali: Pescheria Rosellini, Pasticceria Pellegrini, Pastificio P&P, Enoteca Syrah, Polleria Grelloni (in corso d'opera si è invece fatta da parte l'enoteca Giovanni).
Il consorzio si era visto prima assegnare e poi annullare (per vizi di forma) la concessione di quattro fondi al mercato coperto. Con questa nuova proposta il quintetto rilancia l'obiettivo “Covent Garden” (o più realisticamente San Lorenzo di Firenze), con possibilità di utilizzare l'area centrale sotto il loggiato in modo da posizionarci tavolini.
Il bando riguardava la concessione di 11 fondi. Si tratta dei 4 già previsti lo scorso anno e di altri 7 la cui concessione è in scadenza.
Resta invece valido il contratto già stipulato con la proprietà dell'antipasteria attiva da qualche mese, mentre l'amministrazione ha stabilito che terrà per sé ulteriori 4 fondi, destinati ad accogliere uffici comunali, attività culturali e di promozione turistica: tra questi gli spazi del museo McTerme, la sede distaccata della biblioteca e un punto informazioni turistiche).
«La finalità del presente avviso - si legge nel bando - è quella di verificare l'esistenza di un unico interlocutore interessato ad attivare delle attività commerciali presso il complesso immobiliare, che interpretino in chiave moderna la vocazione originaria del mercato coperto, in modo da valorizzarne la destinazione d'uso e rilanciare il contesto cittadino in cui è inserito».
Oltre agli 11 fondi commerciali, lo stesso bando mette a disposizione l'area esterna comune (e questa, come detto, era una condizione posta dal gruppo di imprenditori locali) e i servizi igienici.
Il canone annuo varia da poco meno di 3.500 euro a oltre 20.000 euro (a seconda dell’ampiezza dei locali e della posizione), per un totale di 122.284,89 euro.
A carico del concessionario andranno non solo gli interventi di ordinaria amministrazione, i costi delle utenze e quelli per la custodia degli ambienti, ma anche una serie di lavori: il rifacimento del manto di copertura del loggiato, la realizzazione di un impianto di illuminazione architettonica a led, il recupero del muretto perimetrale, la tinteggiatura delle facciate e la posa in opera di torrette di alimentazione dell'energia elettrica.
In cambio, al concessionario sarà riconosciuto un abbattimento dei canoni di locazione dell'80 per cento per i primi 3 anni di gestione.
Non saranno ammesse all’interno del mercato coperto attività di sexy shop, phone center, centri scommesse, internet point, money transfer e distributori automatici.
La durata della concessione sarà di 9 anni, rinnovabile per altri 9.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani