Negata la residenza anche se vuole aiutare il padre malato
Il babbo vive a Pieve a Nievole in una casa popolare lei a Borgo a Buggiano e non riesce ad avere l’aspettativa per poterlo accudire
PIEVE A NIEVOLE. Suo padre Michele è malato di tumore ed ha bisogno di assistenza. Lei, Stefania, è l'unica figlia e vorrebbe stargli vicino. La ditta per la quale lavora, un'azienda di confezioni per abbigliamento, è pronta a rilasciarle il congedo per gravi motivi familiari, ma deve avere la stessa residenza del padre da accudire. E qui nasce il problema: il padre vive a Pieve a Nievole in una casa popolare amministrata dalla Spes (Società pistoiese edilizia popolare) e lei vive a Borgo a Buggiano. «Stefania ha chiesto alla Spes di avere la residenza dal padre ma le è stato negato - racconta la zia - E' una cosa vergognosa perché mia nipote è pronta anche a sottoscrivere un documento davanti ad un notaio in cui si impegna a prendere la residenza solo per un determinato periodo. Ed invece le hanno risposto di no. Abbiamo interessato anche la sindaca Gilda Diolaiuti che in un primo momento si è resa disponibile e poi non ci ha fatto sapere più nulla».
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«Come Sunia abbiamo seguito il caso e qualche mese fa abbiamo scritto una lettera alla Spes - dice Davide Innocenti del sindacato inquilini ed assegnatari - Ma ad oggi non ci ha ancora risposto nessuno».
«Il problema nascerebbe dal fatto che siamo in una fase di transizione - spiega Innocenti - Nell'aprile dell'anno scorso è entrata in vigore la nuova legge regionale che dice che nelle case popolari possono prendere la residenza anche i familiari non assegnatari purché non si creino situazioni di sovraffollamento. Questa legge deve essere recepita nei regolamenti provinciali che devono essere approvati dai consigli comunali».
«Ma, mentre in altre Province toscane hanno provveduto recependo il regolamento attuativo rifacendosi alla stessa legge regionale - continua Innocenti - A Pistoia si è deciso di elaborare il regolamento e a tutt'oggi non è stato ancora né presentato né votato. Siamo in una fase di transizione in cui nessuno si vuole prendere delle responsabilità ed ecco perché pur essendoci una legge regionale che permetterebbe a Stefania di poter ottenere la residenza nella casa popolare dove vive il padre, non la può ottenere perché a Pistoia, a distanza di quasi un anno, non è ancora stata recepita. Avere un regolamento preciso e puntiglioso su tutti i vari aspetti della materia è giusto. Spero solo che arrivi però presto». Intanto però la zia di Stefania che ha preso a cuore la vicenda, spara a zero verso la Spes e l'amministrazione di Pieve a Nievole, «E' una vergogna che mia nipote non possa assistere suo padre malato solo per una questione di burocrazia - dice la signora - L'avrebbe accolto nella sua casa a Borgo a Buggiano ma è una casa piccola senza una stanza per gli ospiti. E poi, è risaputo che per certi malati è meglio tenerli nel loro ambiente, senza scombussolarli».
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