Il Tirreno

Montecatini

il caso

Ragazzino fatto scendere dal bus: il Copit si scusa

Ragazzino fatto scendere dal bus: il Copit si scusa

PIEVE A NIEVOLE. «Il comportamento di quell’autista è stato errato e l’azienda ne è veramente dispiaciuta». Si scusa Kevin Sichi, direttore del Copit, per quanto è accaduto martedì scorso, quando un...

2 MINUTI DI LETTURA





PIEVE A NIEVOLE. «Il comportamento di quell’autista è stato errato e l’azienda ne è veramente dispiaciuta». Si scusa Kevin Sichi, direttore del Copit, per quanto è accaduto martedì scorso, quando un suo autista ha fatto scendere dal bus un ragazzino di 14 anni che non aveva soldi spiccioli per acquistare a bordo il biglietto.

«Rivolgiamo le più sincere scuse al ragazzino e al padre – continua – Premetto che sono venuto a conoscenza dei fatti solo dalla stampa (dall’articolo pubblicato dal Tirreno, ndr) per il momento non posso esprimermi sulla vicenda nello specifico. Posso dire che sono in corso tutti gli accertamenti necessari per rintracciare chi fosse alla guida di quel bus l’altra sera e, nel caso in cui i fatti siano andati realmente come riportato sul giornale, prenderemo ovvi provvedimenti disciplinari nei confronti del nostro dipendente».

È stato il padre del ragazzo, commerciante pistoiese, a rivolgersi al nostro giornale per raccontare la spiacevole vicenda accaduta al figlio lo scorso martedì, intorno alle 18. Il quattordicenne è salito sul mezzo pubblico alla Colonna, per raggiungere Ponte di Serravalle, dove vive. E avrebbe chiesto all’autista di poterlo comprare sull’autobus, mostrando una banconota da 20 euro. Niente da fare, sembra sia stata la risposta dell’uomo, dicendo che avrebbe potuto accettare solo spiccioli. Quindi, dopo qualche centinaio di metri, ha accostato e lo ha invitato a scendere, lasciando il ragazzo in mezzo ad una strada provinciale, al buio e sotto la pioggia.

«Avrei preferito che gli avessero fatto un verbale per poi pagare la multa io stesso piuttosto che abbandonarlo in mezzo alla Lucchese, nella piazzola di un distributore, dove non ci sono fermate» ha lamentato il padre. Insomma, una vicenda spiacevole, soprattutto perché ha come protagonista un minorenne.

«La legge regionale del 1998 che regola i trasporti pubblici locali, revisionata ed aggiornata proprio lo scorso anno, è chiara – spiega Sichi – Se l’utente è sprovvisto di biglietto e non ha pagato il servizio in alcun altro modo, deve essere invitato a scendere dal mezzo in un’area urbanizzata. Ma deve trattarsi di un utente maggiorenne. Nella fattispecie, la nostra azienda ha un regolamento interno che prevede la possibilità di acquistare il biglietto a bordo, pagando però in monete, perché l’autista non può fare il resto. Questo dettaglio è specificato ai cittadini con adesivi sugli stessi mezzi e si può leggere anche sul nostro sito. È un servizio che noi diamo in più all’utente, dato che non c’è un obbligo di legge. In questo caso ovviamente la circostanza è aggravata dal fatto che si tratti di un ragazzo di 14 anni. Faremo il possibile per far luce sulla vicenda».

Alessandra Tuci

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani