Il Tirreno

Montecatini

Ex cinema Adriano: verso la fine del “buco nero” in centro

David Meccoli
Ecco come si presenta oggi l’ex sala cinematografica dell’Adriano (Foto Nucci)
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Ecco come si presenta oggi l’ex sala cinematografica dell’Adriano (Foto Nucci)

Montecatini, la proprietà ha annunciato che il 15 febbraio dovrebbero iniziare i lavori di rimozione del tetto d’amianto. Ma intanto il vecchio edificio è simbolo di abbandono e sporcizia

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MONTECATINI. La doppia faccia dell’ex cinema Adriano, che se da una parte lascia aperto uno spiraglio di speranza - dato che da lunedì dovrebbero partire i lavori di rimozione del tetto in amianto - dall’altra cerca subito di spegnerlo mostrando il suo lato oscuro, quello fatto di abbandono e sporcizia, da sempre terreno fertile per chi cerca un angolo di personale felicità fatto di dosi e di siringhe.

«Questa storia, purtroppo, va avanti da tanto tempo», ci dice uno dei residenti del condominio di via Scannavini, adiacente al vecchio cinema in disuso. E ci spiega anche che i tanti balordi che circolano da queste parti si danno appuntamento in qualche spazio nascosto agli occhi di tutti anche in pieno giorno.

A dividere la vita che scorre normalmente e l’incubo è solo un cancello che si affaccia su via delle Saline. Spesso è aperto, basta spingerlo per entrare (e così abbiamo fatto noi), altre volte è chiuso da un lucchetto, che però non basta per fermare chi cerca il suo “paradiso” riservato.

E non ci vuole molto neanche per arrivare fino alla vecchia sala: le porte sono aperte o sfondate, dentro c’è il buio assoluto, anche in pieno giorno. «Noi abbiamo i contatori proprio nell’area esterna al cinema: abbiamo paura», dice ancora il residente.

Da anni si aspetta che la struttura di via San Martino possa essere recuperata: un progetto giace polveroso in un cassetto e prevede la realizzazione di un ampio comparto commerciale, direzionale e residenziale collegato con le vie Antonietta, Matteotti e Saline. Previsti bar, ristorante, uffici e una sala multifunzionale da 150 posti utilizzabile anche per proiezioni cinematografiche. Ma niente si è mai mosso.

Lo “spiraglio” di cui parlavamo all’inizio potrebbe però concretizzarsi lunedì. Un condizionale d’obbligo, data l’annosa vicenda e gli “stop and go” che si è portata sempre dietro. Con una lettera la proprietà dell’immobile, più volte sollecitata dal Comune (che aveva tentato anche la strada dell’azione autonoma a tutela della salute pubblica, poi bloccata dalle trattative che sembrano finalmente aver trovato una via d’uscita), ha informato l’amministrazione che da lunedì darà il via ai lavori di smantellamento del tetto in eternit da 600 mq. Un intervento che dovrebbe concludersi nel giro di pochi giorni (il termine indicato è il 19 febbraio), quando tutti i lastroni di cemento-amianto saranno portati via per lo smaltimento.

Ma andrà davvero a finire così? Nei mesi scorso uno dei motivi che aveva portato allo stallo era stata la richiesta da parte del condominio di via Scannavini di avere una fidejussione a garanzia di eventuali danni che gli operai avrebbero potuto causare al loro tetto (dove si volevano montare i ponteggi).

I residenti chiedevano inoltre garanzie tecniche, planimetrie, tempi di svolgimento dei lavori. «Ma di tutto questo – ci dicono – non abbiamo mai visto nulla. Non vorremmo affacciarci lunedì mattina e trovarci pezzi di amianto che circolano senza che nessuno ci abbia prima avvertito…».

O l’impresa incaricata di svolgere lo smaltimento ha trovato un modo alternativo per montare i ponteggi, oppure la parola fine sul buco nero di via San Martino non si potrà ancora mettere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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