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ORDINI DEL GIORNO DI M5S

I sindaci del Pd puntano sulle unioni per evitare le fusioni

I sindaci del Pd puntano sulle unioni per evitare le fusioni

MONTECATINI. «Il Pd si dichiara per la fusione dei Comuni della Valdinievole, ma in realtà vuol fare l’unione: è un bluff antidemocratico». Il Movimento 5 Stelle propone sul tema un tavolo di lavoro...

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MONTECATINI. «Il Pd si dichiara per la fusione dei Comuni della Valdinievole, ma in realtà vuol fare l’unione: è un bluff antidemocratico».

Il Movimento 5 Stelle propone sul tema un tavolo di lavoro aperto a tutto il territorio e nelle prossime settimane presenterà in tutti i consigli comunali un ordine del giorno con cui chiede che le amministrazioni si impegnino a dare concreto seguito al confronto con «l’obiettivo di sviluppare un dibattito costruttivo e di istituire una campagna informativa per la cittadinanza». A presentare il progetto ieri c’erano i rappresentanti del partito di Montecatini, Monsummano, Buggiano e Pieve a Nievole. «In altri ambiti – commenta il consigliere comunale di Montecatini Cristiano Berti – ci sono maggiori difficoltà a superare i campanilismi, che invece per il bene di tutti andrebbe messo da parte. Ma in definitiva chiediamo solo che si smetta di giocare con le parole: le fusioni sono diverse dalle unioni».

Le prime, come si legge nell’ordine del giorno dei grillini, portano infatti alla «esclusione dal patto di stabilità per 4 anni; a finanziamenti per 10 anni dall’istituzione del comune unico; a un contributo regionale pari a 250mila euro per 5 anni; alla deroga sui vincoli assunzionali sul tempo determinato per 5 anni».

«Maggioranze e opposizioni dei 12 comuni della Valdinievole (compresa Marliana, quindi) – spiega il consigliere comunale di Monsummano Alberto Natali – devono confrontarsi sul tema. Non vogliamo imporre alcuna decisione, ma almeno se ne parli e valutiamo se si possono fare fusioni anche da due, tre o quattro comuni. Anche se per noi l’ideale resta il comune unico di tutto il territorio».

«I sindaci, invece – prosegue Natali – usano la scure dell’unione per non fare la fusione, moltiplicando così i divani, anziché le poltrone. Nelle unioni, infatti, restano in piedi tutte le amministrazioni e, anzi, se ne crea un’altra. Nelle fusioni, invece, ne rimane solo una che peraltro avrebbe più forza per parlare con l’Area vasta. L’unione (e lo dice anche l’Anci) è solo una sovrastruttura che non snellisce i costi della politica e non produce risparmi certi».

David Meccoli

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