Il Tirreno

Montecatini

Accoltellato dietro la basilica l’aggressore finisce in carcere

Accoltellato dietro la basilica l’aggressore finisce in carcere

Arrestato dai carabinieri Andrea Riccomi, figlio dell’ex esponente del Psi Roberto che è al centro dei processi “Untouchables” per gli appalti pilotati a Pistoia

3 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. L’episodio aveva destato scalpore e preoccupazione: un giovane di Massa Cozzile di 22 anni, Daniele Paolini, che sanguinante e con una ferita da arma da taglio all’altezza del torace si era trascinato fino alla sede del Soccorso pubblico di via Manin, dove era entrato percorrendo il corridoio interno per chiedere aiuto. Ora i carabinieri, a distanza di neanche una settimana da quell’episodio (avvenuto sabato 16 intorno alle 18) ritengono di aver individuato il colpevole: si tratterebbe di un ventisettenne montecatinese, Andrea Riccomi, che è stato arrestato venerdì sera. Fa parte di una famiglia molto conosciuta in città: il padre, Roberto, figlio dello “storico” sindaco di Montecatini Lenio, è stato esponente di spicco del Partito socialista ed è al centro dei processi “Untouchables” per gli appalti pilotati dei lavori pubblici in provincia di Pistoia.

Dopo le prime cure da parte dei sanitari e del medico di turno del pronto soccorso, Andrea Riccomi era poi stato ricoverato in codice rosso all’ospedale di Pescia con una sospetta lesione al polmone e una prognosi di 20 giorni. Secondo la sua ricostruzione dei fatti l’accoltellamento era avvenuto verso le 18 del 16 gennaio tra piazza del Popolo e il retro della basilica di Santa Maria Assunta, al culmine di una discussione con un “conoscente”.

Il fendente era stato attutito dal giubbotto e dallo spesso maglione indossati dal ragazzo. Le sue dichiarazioni, insieme a ulteriori conferme raccolte nei giorni seguenti dai militari, hanno consentito di fornire alla Procura elementi sufficienti per richiedere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di tentato omicidio – che è stata poi emessa dal giudice per le indagini preliminari ed eseguita nel pomeriggio di venerdì – a carico del 27enne, che si trova ora detenuto a Prato. Non sono però stati ancora chiariti definitivamente (neanche da parte della vittima) i motivi della violenta aggressione: una vicenda che per adesso resta pertanto avvolta nel mistero.

Ma è un episodio che per la sua gravità ha provocato impressione e allarme in città, anche perché si è trattato dell’ennesimo fatto di sangue accaduto nel “triangolo maledetto” che ha il suo vertice in piazza del Popolo e alla base le vie Toti - Manin, con al centro la stazione ferroviaria.

E, tra l’altro, le modalità con cui Paolini è andato a cercare soccorso alla Ssp, risalendo la rampa delle ambulanze per presentarsi al dottore della guardia medica, ricordano da vicino quanto accadde alle tre del mattino del 19 luglio scorso, quando dopo una lite a suon di coltellate alla porta di servizio della Società di soccorso pubblico si presentò un uomo con una ferita sanguinante al collo. Neanche il tempo di farlo entrare che alle sue spalle si presentò un altro personaggio, quello che lo aveva aggredito. I volontari, a quel punto, chiusero la porta a chiave, ma l'aggressore prese una sedia per disabili che si trovava lì fuori e cominciò a colpire la porta a vetri, fino a quando non riuscì a sfondarla. Una volta dentro l’accoltellatore proseguì la caccia alla sua vittima e solo il coraggio e il sangue freddo dei volontari presenti impedì alla situazione di degenerare ulteriormente.

In quel caso si trattò di un regolamento di conti tra latini, dominicani e venezuelani. Ma due sere dopo, a poche centinaia di metri di distanza, tornarono a volare i coltelli, in piazza 24 Maggio: questa volta a rimanere a terra fu un montecatinese, ferito da un altro residente in città.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani