Il Tirreno

Montecatini

Centri benessere degli hotel riforniti di acqua termale

David Meccoli
Vasca per idromassaggio del centro benessere del Grand Hotel & La Pace di proprietà della famiglia Pucci
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Vasca per idromassaggio del centro benessere del Grand Hotel & La Pace di proprietà della famiglia Pucci

Montecatini, la proposta dell’ex assessore Stefano Pucci apre un acceso dibattito. «Consentirebbe la sopravvivenza delle aziende fino all’apertura delle Leopoldine»

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MONTECATINI. Acqua termale negli alberghi (e nei loro centri benessere) per tenere a galla la città in attesa che il cantiere delle Leopoldine possa (finalmente) essere riaperto e portato a termine. È la proposta di Stefano Pucci, ex assessore (prima giunta Bellandi), ma soprattutto lui stesso albergatore (con la famiglia è titolare del Grand Hotel & La Pace). La sua idea Pucci la esplicita con un post su Facebook, dove si legge: “Come mai non si parla mai della possibilità di portare l’acqua termale negli alberghi di Montecatini, almeno fino a quando non sarà ultimata la piscina alle Leopoldine?”.

Un intervento che ha inevitabilmente aperto un dibattito, nel quale le repliche hanno soprattutto fatto leva su due punti: il fatto che, in passato, sia stata spesso proprio la categoria degli albergatori a opporsi alla distribuzione dell’acqua in talune strutture (in pratica i contrari erano le piccole “case” e gli alberghi senza centro benessere, timorosi di essere tagliati fuori dal giro d’affari) e la proposta di portare eventualmente negli hotel l’acqua termale da bere (la cura idropinica) e non quella necessaria ai trattamenti delle Spa.

A queste, aggiungiamo noi, un terzo fattore “critico”: l’opposizione da parte della stessa società Terme a “esportare” le proprie acque. Ma Pucci non si limita alla “provocazione”, snocciolando invece possibili soluzioni in grado di bypassare le perplessità. «Questa proposta – spiega al Tirreno – l’ho fatta anche da assessore. Visto che in giunta ero un tecnico, mi è però sembrato giusto non approfittare del mio ruolo. E comunque questo punto non è mai stato messo formalmente all’ordine del giorno dell’amministrazione, anche se ne ho parlato diverse volte con il sindaco: evidentemente non ha ritenuto il caso di approfondire la questione».

«Con questo intervento – prosegue Pucci – ho voluto nuovamente stimolare una discussione. Ritengo infatti che poter avere l’acqua nei centri benessere degli alberghi sia una soluzione ponte che possa consentire, attraverso un prodotto concorrenziale rispetto ad altre realtà, la sopravvivenza di tante aziende in attesa del completamento delle Leopoldine».

Infine la replica ai dubbi emersi: «Forse alcuni albergatori sono contrari a questa ipotesi, ma le cose potrebbero cambiare se chi non ha la Spa si consorziasse con chi invece ce l’ha. L’acqua per la cura idropinica? Va bene avere anche quella, ma la differenza la farebbe l’acqua per i centri benessere. E anche con le Terme si potrebbe studiare un accordo, magari prevedendo da parte nostra l’assunzione di un suo dipendente durante il periodo di concessione. La cosa strana è che finora non se ne sia parlato: almeno verifichiamo se tecnicamente è una cosa fattibile».

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