Il Tirreno

Montecatini

Per la fornitura del gasolio la Diddi ora va in Procura

L’azienda arrivata seconda nella gara indetta dal Comune di Pescia aveva vinto il ricorso presentato al Tar. «Ma la graduatoria non è stata ancora riformulata»

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PESCIA. Come intende, l'amministrazione comunale, gestire l'esito della gara per l'aggiudicazione del servizio di fornitura di gas e gasolio e di esercizio e manutenzione degli impianti termici degli edifici di proprietà o in uso al Comune di Pescia? A domandarlo, tramite una lettera inviata ai membri della giunta e del consiglio comunale, è la società di servizi energetici Diddi, la quale ricorrendo al Tar aveva ottenuto dal tribunale amministrativo la nullità della graduatoria con la quale la ditta Siram (attuale fornitrice del servizio) si riconfermava aggiudicataria della gara indetta dall'amministrazione pesciatina, che prevedeva l’affidamento del servizio per un periodo di 9 anni. E che ora annuncia denunce penali.

Il servizio, in base alla graduatoria dei concorrenti approvata il 27 giugno 2014 (e in cui la Diddi srl e la Diddi Dino & figli srl, in veste di associazione temporanea, erano arrivate al secondo posto), era stato appunto aggiudicato il 18 settembre all’azienda Siram per un importo di quasi 1.300.000 euro. A luglio del 2015 la giustizia amministrativa riteneva la valutazione dell'offerta presentata dalla ditta Siram errata, in quanto come sostenuto dai ricorrenti arrivati secondi, l’offerta fatta e accettata dal Comune non era né attendibile, né credibile: la quantità di combustibile offerta non era in grado di assicurare la quantità di energia annua richiesta e l’offerta economica non era sostenibile dall’azienda stessa. Pertanto il Tar invitava l'amministrazione a rivalutarla e procedere nuovamente alla fase di verifica dell’anomalia, tenendo conto però - come disposto dalla sentenza-– di tutte le indicazioni contenute, comprese quelle derivanti dalla perizia. Ma ad oggi, nessuna nuova graduatoria sembra essere stata ancora predisposta «con evidenti danni economici e morali nei confronti della nostra ditta - scrive la società che ha vinto il ricorso e che sarebbe dovuta subentrare nella fornitura del servizio - nel più totale disprezzo della giustizia amministrativa».

La Diddi giudica«incomprensibile» il modo di procedere dell'amministrazione, che non solo non adempie alla sentenza del Tar, ma «dichiara implicitamente incompetente la Commissione di gara nominata dallo stesso Comune nel riformulare la graduatoria». La presidente della commissione, infatti, lo scorso 10 agosto, dopo la pronuncia del Tar, scriveva aFranco Siddi, titolare dell'omonima ditta, rassicurandolo che avrebbe sentito la Siram nel merito della «congruità dell'offerta presentata in fase di gara» entro il 10 settembre, avrebbe esaminato e valutato tale relazione e deciso nei termini di legge. Alla luce di quanto accaduto in seguito, la ditta Diddi si domanda come mai la Commissione non abbia proceduto a riformulare la graduatoria, così come previsto dalla sentenza del Tar, e per di più l'amministrazione abbia affidato un incarico professionale a un tecnico esterno perché valutasse l'offerta economica della Siram. «Lo stesso tecnico esterno - sottolinea la Diddi - già nominato dalla giunta quale consulente di parte nel ricorso al Tar,che ha visto la vostra amministrazione, assistita dal suddetto, quale parte soccombente». La Diddi conclude la sua comunicazione sottolineando come, a suo parere, la condotta dell’amministrazione risulti «lesiva dei diritti della società» e che pertanto si rivolgerà alla giustizia amministrativa e penale per tutelare i propri diritti.

Maria Salerno

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