Il Tirreno

Montecatini

Mozione in consiglio per i servizi tolti alle associazioni

Francesca Maltagliati
Riunione della Società della Salute della Valdinievole
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Riunione della Società della Salute della Valdinievole

Il Partito democratico di Pescia teme che il volontariato possa non mantenere la propria presenza sul territorio della Valdinievole

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PESCIA. Anche il Partito democratico di Pescia ha deciso di intervenire sulla questione del passaggio dei servizi di assistenza infermieristica domiciliare e di quello di prelievo del sangue dalle associazioni di volontariato della Valdinievole (Misericordie e Pubbliche Assistenze) a una cooperativa che ha partecipato al bando della Società della salute. Una decisione che ha sollevato perplessità e anche preoccupazioni per il futuro delle associazioni di volontariato, aprendo un dibattito sulle pagine del nostro giornale.

Il pd di Pescia, appunto, ha deciso di presentare una mozione da discutere nel prossimo consiglio comunale.

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«Le associazioni di volontariato - c’è scrito nel testo - costituiscono da sempre un presidio importantissimo nel campo dell'assistenza nei confronti dei più deboli e per questo motivo si caratterizzano per un’ampia base sociale e per un rapporto di affezione particolare che le lega con la cittadinanza. L'evoluzione dell'operatività delle associazioni di volontariato è andata di pari passo con l'intensificarsi della collaborazione che si è instaurata nel tempo con i Comuni, con la Società della Salute e con l'Asl, per l'espletamento di una gamma sempre più ampia di servizi. Il rapporto di collaborazione è continuato finora con reciproca soddisfazione e con il raggiungimento di performance di tutto rispetto sia in termini di qualità del servizio, e quindi di soddisfazione degli utenti, che in termini di economicità della gestione, in quanto l'apporto dei volontari, che comunque rimane, è a costo zero. La recente decisione della Sds di dare attuazione a una deliberazione della Conferenza dei sindaci del 2013, superando il vecchio regime delle convenzioni con le associazioni di volontariato per lo svolgimento dell'assistenza infermieristica sul territorio, affidando l'incarico con una gara pubblica, e il timore che analogo percorso possa essere adottato anche per gli altri fondamentali servizi ora svolti dalle associazioni (e cioè i prelievi e trasporti), determina incertezza sulla possibilità di poter mantenere sul territorio un punto di riferimento imprescindibile per assicurare una sana sussidiarietà fra pubblico e privato sociale».

Nella mozione vengono poi sollevati dubbi anche sulla legittimità della decisione di indire una gara pubblica.

«La decisione assunta dalla Conferenza dei sindaci prima e dalla Società della salute poi – continua infatti il documento – ci sembra rivesta profili di illegittimità in quanto preclude alle associazioni no profit di partecipare all'assolvimento dei loro compiti istituzionali in campo sociale e sanitario. In quanto, da un lato private dello strumento della convenzione previsto espressamente dall'art. 7 della Legge n° 266/1991 e riconosciuto compatibile con la normativa comunitaria in materia di appalti anche con decisioni giurisprudenziali, e dall'altro impossibilitate a partecipare a gare pubbliche per intrinseca incompatibilità della loro natura con la logica del mercato e della concorrenza».

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