Lavori a Porta S. Martino e a Palazzo Pretorio
L’amministrazione di Buggiano annuncia che le opere verranno finanziate a gennaio prossimo. Un primo passo verso il recupero del Castello
BUGGIANO. Non è caduto nel vuoto l'appello di un mesetto fa dell'associazione culturale Buggiano Castello, che metteva in luce le promesse non rispettate e il degrado del borgo medievale. Oggi l'amministrazione comunale, dopo un intervento del sindaco Andrea Taddei che aveva giudicato le critiche “ingiuste e denigratorie”, fa sapere di aver approvato due delibere di giunta per la ristrutturazione e la messa in sicurezza di Porta San Martino e di una porzione del tetto di Palazzo Pretorio.
Opere che saranno finanziate e affidate a gennaio 2016, per una spesa messa in preventivo di 35-40.000 euro l'una, con avvio del cantiere nella prossima primavera e conclusione dei lavori prevista nel giro di pochi mesi.
«Nei giorni scorsi ci sono stati due incontri con l'associazione Buggiano Castello - scrive il Comune - i momenti di confronto si sono resi necessari al fine di chiarire posizioni e tempistiche, e oltre che confrontarsi sulle tematiche dette, anche per ripercorrere situazioni urbanistiche del castello».
E così dalla polemica si passa ai fatti. Alcuni esponenti dell'associazione (che ogni due anni organizzano la “Campagna dentro le mura”, evento che si è tenuto nella primavera scorsa con oltre 5.000 visitatori tra i giardini del paese) avevano protestato per le condizioni di Porta San Martino, accesso est del paese a reale rischio cedimento, da poco meno di dieci anni circondata da impalcature (e cosparsa di edera ed erbacce). E anche di Palazzo Pretorio, edificio civile duecentesco con il fronte decorato da 57 stemmi di podestà di Buggiano, che ha un tratto della facciata e della copertura che cade quasi a pezzi. Del progetto di ripristino strutturale, si lamentava l'associazione, c'era traccia nell'elenco dei lavori pubblici fino a quattro anni fa. Poi più nulla. Ma ora il Comune ha battuto un colpo, e la ristrutturazione di questi due beni di rilevante valore storico e architettonico potrà partire.
Ma c'è comunque dell'altro. Come ad esempio la nuova pavimentazione di piazza Pretorio, inserita nel programma triennale delle opere pubbliche fin dal 2013 (per un costo intorno ai 170.000 euro), e oggi sparita dalla previsione di spesa delle prossime annualità. Oppure la questione di via Regina Margherita, la strada parallela a valle della principale via dell'Indipendenza, chiusa alle auto da metà 2013 per un cedimento della carreggiata (un avvallamento che, se dimenticato, è destinato a peggiorare), oltre a essere sporca e in preda all'incuria. «Per questa sistemazione servirà una spesa superiore ai 40.000 euro: il via alle opere di messa in sicurezza sarà successivo ai due lavori in programma», promette l'amministrazione.
Luca Signorini
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