Il Tirreno

Montecatini

Pineta, scontro in consiglio sul taglio degli alberi

Pineta, scontro in consiglio sul taglio degli alberi

L’assessore consegna un documento degli esperti successivo alle operazioni. Bocciato il lodo Schiavelli

2 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Respinte dalla maggioranza le due mozioni sulla pineta presentate da Silvia Motroni (Ora) e Luca Baroncini (Mi piace Montecatini). Anche il consigliere Cristiano Berti (M5s) ha detto no ai documenti, giudicando poco incisiva l’impostazione e vaga l'indicazione degli strumenti e delle contromisure da adottare. E rinviato al mittente anche il noto “lodo Schiavelli”, con il quale Mi piace Montecatini avanzava la necessità di mettere regole sulle assunzioni, in Comune e nelle partecipate, di parenti prossimi degli amministratori.

Imbarazzo. Motroni chiedeva maggior tutela per la pineta, con servizi di gestione e controllo diurni e notturni. E sperava che il consiglio comunale impegnasse “la giunta e il sindaco a intervenire con urgenza per ripristinare, con gli strumenti che riterrà più idonei, lo stato di decoro del parco cittadino”. Baroncini invitava ad “impegnarsi a installare telecamere green friendly e far pattugliare l’area soprattutto nelle ore notturne, oltreché ridare il lustro passato alle aree verdi della pineta con una manutenzione del parco per sottrarre la pineta all’illegalità e restituirla ai bambini. Va previsto un piano di sostituzione dei pini tagliati. Per ogni albero tagliato ne voglio almeno un altro ripiantato”. La mozione di Baroncini è stata affiancata da una interrogazione di Riccardo Sensi, in seguito agli ultimi episodi di arresto per spaccio: «Tre anni fa il Comune ha acquistato la pineta dalle Terme per mantenerla meglio rispetto a una società privata in grave crisi di liquidità. Eppure nulla è cambiato. Vogliamo leggere la relazione degli esperti agronomi che hanno caldeggiato la rimozione dei pini, altrimenti faremo istanza per l’accesso agli atti».

L’assessore ai lavori pubblici, Leonardo Magnani, ha difeso la scelta del dipartimento di scienze agrarie dell’università di Pisa: «Sono arrivati i massimi esponenti del settore. Il gotha dell’agronomia. Era a rischio l’incolumità dei cittadini». Poi ha consegnato a Sensi la relazione. «Ma come – ha esclamato l’avvocato – non è firmata ed è datata 5 novembre, giorno successivo all’operazione dei tagli». Ha replicato Magnani: «L’ha firmata il dirigente dell’ufficio tecnico».

Eppure, la relazione è impaginata su carta intestata del dipartimento scienze agrarie di Pisa, che ha stipulato una convenzione con il comune nel luglio 2015. Un lapsus? Un equivoco? Una svista? Di certo c’è l’urgenza con la quale, secondo gli esperti, bisognava intervenire. Versione che la minoranza non accetta. Cristiano Berti non ammette che non potesse esserci una alternativa. «Magnani, lei ha ragionato molto ma sinceramente non ha chiarito nulla», ha affondato Andrea Quaranta (Forza Italia).

Lodo Schiavelli. Hanno votato contro Pd e MontecatineSi; a favore Sensi, Quaranta, Baroncini, Berti, mentre Motroni si è astenuta.

Giovanna La Porta

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino