Lite tra Papier e Comune deciderà il Presidente
L’azienda proprietaria dell’Iti Box di Cintolese fa ricorso al Capo dello Stato contro il vincolo d’esproprio sul terreno che è stato destinato ad area di bonifica
MONSUMMANO. Finisce davanti al Presidente della Repubblica il contenzioso aperto tra la società Papier International (proprietaria dell'azienda Iti Box di Cintolese) e il Comune.
Arnaldo Barni, l'amministratore delegato della ditta cartaria specializzata in imballaggi alimentari, ha presentato ricorso straordinario al Capo dello Stato (e il municipio resisterà in giudizio) contro il vincolo d'esproprio che pende sull'area di 20.000 metri quadrati compresa tra l'attuale stabilimento della Iti e la discarica del Fossetto, a una distanza inferiore a 300 metri dal bacino idraulico del lago Borghese.
L'amministrazione ha derubricato il terreno di proprietà dell'azienda (che aveva annunciato la costruzione di un nuovo magazzino) da una destinazione produttiva ad agricola, in previsione dell'ampliamento dell'impianto di smaltimento dei rifiuti. Un ampliamento bocciato però dal Pit, cioè il piano d'indirizzo territoriale con valenza di piano paesaggistico, adottato dalla Regione nel settembre 2014, quando Firenze poneva l'altolà alla realizzazione della settima vasca di accumulo dell'immondizia da 200.000 metri cubi (che comunque si farà, ma in uno spazio confinante con la discarica verso est, per intendersi in direzione di Larciano).
Il paletto definitivo al nuovo invaso non ha comunque fatto cambiare i piani al Comune, che ha mantenuto il vincolo d'esproprio (con successivo progetto di bonifica dell'area in questione), rendendolo conforme al nuovo piano strutturale e regolamento urbanistico entrato in vigore da oltre un anno. Da qui il ricorso della Papier, che in sostanza sarà definito in un unico grado di giudizio dal Consiglio di Stato, con il Presidente della Repubblica che adotterà il decreto finale per dirimere la lite.
Un braccio di ferro, quello tra Arnaldo Barni e il sindaco di Monsummano Rinaldo Vanni, che va avanti da almeno tre anni. Tra accuse e vie legali. La Iti Box prima ha minacciato la chiusura dello stabilimento e il licenziamento dei lavoratori, quindi ha chiamato in causa il Tar, che però non si è ancora espresso in merito. Tra i contendenti sono corse parole al vetriolo. Barni aveva sostenuto di non aver mai ricevuto il rimborso per l'esproprio e neppure quanto gli spettava come “obbligazione restitutoria” in seguito agli oneri riscossi dall'amministrazione sulle opere mai portate a termine dalla Papier di ampliamento del sito produttivo. Un'obbligazione che, per il municipio, era ormai prescritta. Per Vanni questa era “una lettura parziale e strumentale della cosa, tesa soltanto a salvaguardare una sola parte in causa”. Sottolineando come la discarica “non influisce sull'attività produttiva”. Sarà il Consiglio di Stato a decidere.
Luca Signorini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google