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Teoria del gender, no all’insegnamento nelle scuole
PESCIA. Così come ha fatto Forza Italia a Montecatini, anche Luca Biscioni e Gianpaolo Pieraccini hanno presentato unamozione a Pescia per «tutelare famiglie e bambini dalla teoria del gender». Dopo...
PESCIA. Così come ha fatto Forza Italia a Montecatini, anche Luca Biscioni e Gianpaolo Pieraccini hanno presentato unamozione a Pescia per «tutelare famiglie e bambini dalla teoria del gender».
Dopo aver ricordato che «la Costituzione nell’art. 29 riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio», e sottolineato che, come unione tra un uomo e una donna, «la famiglia rappresenta l’unica istituzione naturale aperta alla trasmissione della vita», i due consiglieri sottolineiano che «le istituzioni devono provvedere allo stanziamento di fondi pubblici per garantire quanto finora premesso e non per, al contrario, finanziare programmi di indottrinamento che vanno contro il diritto stesso».
«È nostro impegno tutelare società, famiglie e bambini, preso atto dell’esistenza della cosiddetta “teoria del gender”, secondo cui le differenze biologiche fra maschio e femmina hanno poca importanza, perché ciò che conta sarebbe il proprio genere, ossia la percezione che una persona avrebbe di sé». La mozione è tesa a impegnare la giunta affinché nelle scuole non venga introdotta la “teoria del gender” e che venga rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità.
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