Il Tirreno

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Villa Rospigliosi si lega agli artisti milanesi

di Martina Trivigno
Villa Rospigliosi si lega agli artisti milanesi

Quaranta opere della fondazione Grillo in mostra nella dimora storica di Lamporecchio ancora in fase di ristrutturazione e all’interno del ristorante “Atman” di Igles Corelli

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LAMPORECCHIO. Villa Rospigliosi e l’ex ristorante “Giannina” a Milano, sono due luoghi diversi e distanti tra loro, ma legati da un filo comune: l’arte e la cultura. E proprio il capolavoro architettonico del ’600 di Gian Lorenzo Bernini a Lamporecchio ospita la mostra “Realismo ed altre cose”, inaugurata ieri e composta da 40 opere della collezione “Fondazione Antonio e Giannina Grillo”, sistemate in molte stanze della Villa.

Questa storia ha inizio nel 1940, con l’apertura della trattoria meneghina, “Giannina” appunto, divenuta ben presto importante luogo di ritrovo per gli intellettuali, gli artisti e gli scrittori dell’epoca e degli anni a venire. Fontana, Tettamanti e Treccani, ma anche Quasimodo, Fo e Neruda, sono solo alcuni dei personaggi illustri che si sono seduti ai suoi tavoli. A raccontarlo è Salvatore Grillo, figlio di Giannina nonché direttore dell’Isu Bocconi, il Centro per il diritto allo studio universitario. Un “collezionista per caso”, come ama definirsi, che negli anni Cinquanta era uno studente che lavorava come cameriere nel ristorante dei suoi genitori. «Vedendo tutti quegli artisti famosi ogni giorno – racconta Grillo – mi dicevo: ma io potrei aiutare questa gente, comprargli i quadri, e poi chissà che un giorno non abbiano un valore».

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Eppure Grillo, alla fine, ha interamente donato alla Fondazione le opere collezionate nel corso degli anni. Che adesso rappresentano un valore aggiunto per la Villa Rospigliosi, che sta tornando al suo antico splendore grazie agli importanti lavori di restauro, voluti dal suo proprietario, Gimmy Carocchi. Un restauro imponente, che sta operando in maniera profonda. Come, ad esempio, la riscoperta degli affreschi al piano superiore, che richiede una tecnica costosa e impegnativa. Lavori che, probabilmente, termineranno tra un anno e mezzo.

Intanto però, proprio sabato 24 ottobre, è stata inaugurata la seconda raffinata camera da letto, alle cui pareti sono esposti i dipinti della mostra. «Le opere scelte – spiega Elena Pontiggia, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Brera – appartengono al periodo del Realismo milanese. Sono stati scelti i pittori più rappresentativi, come Ampelio Tettamanti, artista molto noto, ma anche Achille Funi e Ugo Celada da Virgilio. E ovviamente molti altri, tutti da scoprire».

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Anche il ristorante Atman di Igles Corelli è stato arricchito da dipinti e sculture della collezione Grillo. «La mia cucina – dice chef Corelli – è futuristica e dunque non ha un legame diretto con la mostra, che invece è contemporanea. Tuttavia in occasione della sua inaugurazione, ho creato un menu più tradizionale rispetto ai miei standard, come ad esempio il finger food, che presenteremo all’aperitivo serale».

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