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Addio ai “furbetti” dei certificati

di Luca Signorini
Addio ai “furbetti” dei certificati

La nomina dell’ex luogotenente Mignano a consulente del sindaco di Monsummano è un deterrente contro le truffe

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MONSUMMANO. Cittadini rassicurati, “furbetti” avvisati (e pure stanati). Dopo sei mesi dall'incarico (gratuito) ricevuto come consulente del sindaco Rinaldo Vanni in materia di sicurezza, protezione civile e sociale, Giuseppe Mignano, l'ex luogotenente della locale stazione dei carabinieri, ha già ottenuto i primi risultati concreti. «In questo iniziale periodo di lavoro abbiamo scovato una decina di persone che presentavano false dichiarazioni e non avevano diritto a partecipare ai bandi pubblici del Comune per l'accesso alle agevolazioni e contributi su affitti, bollette e servizi scolastici - spiega - in più sono stati scoperti anche cittadini che, per il Comune, non avevano redditi e proprietà, e invece ne possedevano, magari in altri territori. Da quando sono stato nominato e sono iniziati questi accertamenti, tra l'altro, abbiamo anche registrato un netto calo generale di domande per i bandi pubblici di carattere sociale. Segno che la nostra azione preventiva ha colto nel segno».

Ma l'impegno di Mignano è andato oltre. «La mia figura è vista dai cittadini onesti come un passaggio intermedio tra ciò che accade sul territorio e le forze dell'ordine. Questo ufficio è meno istituzionale e meno “aggressivo”, ed è scelto da chi ha qualche tipo di timore e non se la sente di presentare una denuncia formale. Molte persone si sono rivolte a me segnalandomi, ad esempio, movimenti strani e sospetti, via vai inconsueti di persone in zone circoscritte della città. Confidandomi in sostanza le loro sensazioni. Oppure indicando reati ambientali come l'abbandono dei rifiuti. Io raccolgo queste preoccupazioni e informo subito polizia municipale e carabinieri, che in seguito iniziano a svolgere le proprie indagini. In molti, poi, mi chiedono generici consigli e informazioni su come muoversi con sicurezza in determinate situazioni».

Dalla parte di Giuseppe Mignano c'è un'esperienza trentennale nell'arma dei carabinieri e due decenni di servizio a Monsummano (conclusi con la pensione il primo gennaio scorso), città di cui conosce facce e angoli remoti. Per questi motivi rappresenta l'amministrazione nel Comitato ordine e sicurezza pubblica a livello provinciale. «Vorrei rassicurare i cittadini dopo le ultime polemiche sull'arrivo di un gruppo di profughi nella zona delle Case - sottolinea l'ex militare - io svolgo un ruolo di coordinamento sulla questione: i rifugiati che accogliamo sono tutte persone conosciute, che devono sostenere numerosi controlli che consentono di verificarne le generalità e l'identità. Se si sottraggono anche a un solo passaggio previsto, come il rifiuto di fornire le proprie impronte digitali, vengono trattenuti nei centri di prima accoglienza, in attesa della successiva espulsione. In sostanza, chi viene accolto sul territorio e gestito dalle cooperative incaricate è noto e, cosa più importante, non è arrivato in Italia per delinquere: si tratta di persone per bene che scappano dai teatri di guerra, e richiedono l'asilo politico per muoversi liberi in Europa». A Monsummano i sonni sono piuttosto tranquilli.

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