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Ricavare energia dal bosco parte la nuova scommessa

Ricavare energia dal bosco parte la nuova scommessa

Dalla legna al carburante ricavato dalle biomasse, fino al ciclo della castagna I Comuni di Pescia e Piteglio insieme alle Pro Loco stanno approntando un piano

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PESCIA. Dal bosco energia e lavoro. Vale a dire come trasformare l’enorme patrimonio boschivo della montagna in una risorsa economica per il territorio montano. Se n’è parlato, lunedì scorso, al circolo di Lanciole nell’ambito di una riunione organizzata dalle proloco di alcune frazioni della montagna - Lanciole, Pontito, Crespole, San Quirico - cui hanno partecipato il sindaco di Piteglio, Luca Marmo e l’assessore alla montagna di Pescia, Marco Della Felice insieme ai proprietari dei terreni e qualche piccolo imprenditore della zona. Scopo dell’iniziativa: cercare di mettere insieme il progetto cui hanno aderito le amministrazioni di Pescia e Piteglio, relativo al recupero reddituale della montagna, con contributi economici e supporto organizzativo con le esigenze di proprietari. «I paesi montani - ha spiegato Pasquale Onorato della proloco di Pontito - pur avendo una superficie di varie centinaia di ettari, di sicuro interesse per il progetto, sono prevalentemente di proprietà privata ed, essendo frutto di eredità ataviche, sono costituite da piccoli appezzamenti, frammentati tra più proprietari, o addirittura dimenticati». Obiettivo delle amministrazioni comunali è quello di recuperare il patrimonio boschivo, il cui inselvatichimento seguito all’abbandono, ha determinato, nel coso degli anni, - insieme ai mutamenti climatici - il progressivo dissesto del territorio e la conseguente, crescente spesa di manutenzione straordinaria. «Quello che ci proponiamo - ha spiegato Della Felice - è da un lato la valorizzazione del bosco della montagna, così da trasformare l’attività boschiva in una fonte di reddito sia per i proprietari che per le aziende di trasformazione che producono biomasse legnose e legno da lavoro da utilizzare nello stesso territorio. Dall’altro rilanciare l’economia delle zone montane proprio a partire da una risorsa presente in grossi quantitativi, vale a dire la legna». In che modo? Anzitutto puntando alla riqualificazione dei boschi con ricadute positive per le attività locali: incremento della produzione di farina di castagna, del ciclo di raccolta castagne, nonché dei processi di lavorazione. Un altro settore di interesse potrebbe riguardare l’utilizzo dei residui del taglio per la produzione di energia. Con la trasformazione dei residui dei tagli del bosco in ottimo combustibile (biomassa).

Maria Salerno

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