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Sport e cultura: premiati i “pesciatini dell’anno”
Quattro i riconoscimenti attribuiti dalla locale sezione dell’Avis, tra cui quello alla memoria di monsignor Giovanni De Vivo. Benemerenze anche a 64 donatori
PESCIA. Con la propria attività, ciascuno nel suo settore, si sono distinti rendendo onore alla città di Pescia, che li ha visti nascere. Sono i “pesciatini dell'anno”, cui la sezione Avis di Pescia dedica annualmente il premio Delfino d'argento.
Quest’anno i cittadini che lo hanno ricevuto sono 4: Gino Perondi e Gianluca Ghera per la categoria Sport, e monsignor Giovanni De Vivo e Pier Francesco Pieri per la categoria Cultura. Perondi del tiro a segno nazionale ha ricevuto il premio per la grande attività di proselitismo e avviamento allo sport giovanile, svolta nel corso del 2014.
«Spero che il tiro a segno, un giorno, possa non essere più considerato uno sport minore - ha detto Perondi ritirando il premio - ma ne possa essere riconosciuto il grande valore formativo». Gianluca Ghera è stato premiato per l'impegno che lo ha portato ad essere nominato primo delegato della Valdinievole per il Comitato italiano paralimpico. «Spero che siano sempre di più le persone con disabilità che si avvicinino al mondo dello sport».
Pier Francesco Pieri, presidente dell'Associazione Sestiere Castellare, è stato premiato per l'eccezionale lavoro di ricostruzione storica che ha portato la sua associazione ad essere una delle più apprezzate d'Italia e non solo, con un servizio televisivo mandato in onda dal telegiornale della Bbc, culminato con la gestione del castello di Zumelle, in provincia di Belluno. Pieri era assente, ha ritirato il premio la sorella Astrid, che ha letto anche un messaggio di ringraziamento del fratello.
L'altro premio per la categoria Cultura è stato alla memoria. A quella del Vescovo monsignor Giovanni De Vivo, per l'importante lavoro di recupero delle strutture artistiche e architettoniche di proprietà della Diocesi. Infine, il Delfino d'oro che l'associazione conferisce alla memoria di un personaggio che ha fatto la storia di Pescia è andato a Valtere Frateschi, che in una delle piazze storiche di Pescia, piazza del Grano, ha avuto il merito di fondare prima una delle migliori pizzerie della città, La Ruota, poi la prima discoteca, il Lolli Pop, e infine il Caffè sotto i portici.
La premiazione si è svolta al Palagio, nell'ambito della festa del donatore, cui hanno preso parte il presidente dell'Avis pesciatina Emanuele Cutsodontis, l'assessore al sociale Elisa Romoli e i rappresentanti provinciale e regionale dell'Avis, Paolo Fabbri e Riccardo Bellucci. Nell'occasione sono state consegnate anche 64 benemerenze ai donatori di sangue della sezione Avis di Pescia, così come previsto dallo statuto nazionale. Quest'anno, insieme ai “donatori storici”, l'Avis ha voluto premiare anche 37 persone che per la prima volta si sono avvicinate alla donazione.
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