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Vertenza Balducci: fumata nera
L’azienda ha detto di voler riflettere sulle proposte alternative ai licenziamenti
PIEVE A NIEVOLE. Fumata nera dal tavolo di confronto aperto tra l’azienda Balducci e i sindacati. Ieri, alla presenza dell’Associazione industriali di Pistoia, nelle sede di via del Melo è andato in scena il primo incontro formale tra le parti, che restano distanti seppure le organizzazioni sindacali abbiano proposto strumenti alternativi e ammortizzatori sociali e la società si sia presa del tempo prima di dare la sua risposta definitiva (che è attesa per il 28 ottobre, data nella quale è stato fissato un nuovo appuntamento). Alla base della discussione i 12 licenziamenti (tra settori della produzione, commerciale e magazzino) annunciati una settimana fa dal calzaturificio, pari a più del 20 per cento del personale addetto, che conta oggi 57 lavoratori. Non è la prima procedura di mobilità aperta in tempi recenti dalla ditta che produce scarpe per bambini (circa 300.000 paia all’anno, in vendita nell’outlet a gestione diretta di Pieve e in oltre un migliaio di negozi sparsi tra Italia, Germania, Russia e Francia): nel 2013 furono licenziati 22 lavoratori, altri 4 hanno deciso di lasciare l’impiego su base volontaria nel luglio scorso.
«Abbiamo iniziato a discutere – racconta Michele Gargini, Filctem Cgil – sugli aspetti tecnici della procedura di mobilità e abbiamo evidenziato che diminuire di un quinto la forza lavoro avrà forti ripercussioni su tutti reparti. L’azienda non ha per il momento concesso alcuna apertura, se non il fatto che si prenderà qualche giorno per riflettere sulle alternative, a partire dai contratti di solidarietà, che mirano a non disperdere le professionalità presenti».
«La società – spiega Jury Citera, Femca Cisl – ha ribadito di aver registrato delle forti contrazioni nelle vendite, ma ha anche detto di aver fatto qualche investimento, soprattutto all’estero. Ma proprio con i contratti di solidarietà avrebbe la possibilità di disporre e gestire la forza lavoro su base settimanale o mensile e, intanto, verificare se gli investimenti danno i loro frutti».
David Meccoli
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