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Montecatini

Nuovo scacco agli ambulanti della dose

Nuovo scacco agli ambulanti della dose

In mano a nigeriani e ghanesi lo spaccio al dettaglio dell’eroina tra giovani e minorenni: 5 arresti della Squadra mobile

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MONTECATINI. Non solo a Pistoia e Montecatini. Da Firenze alla Lucchesia, e anche in molte zone delle province limitrofe, il mercato è orma tutto nelle loro mani. Soprattutto nei parcheggi pubblici, ma anche davanti alle stazioni ferroviarie e nei pressi delle scuole, lo spaccio al dettaglio dell’eroina è gestito quasi unicamente da nigeriani e ghanesi. Spesso, anche se non sempre, venditori ambulanti che, tra fazzolettini e accendini, hanno sempre pronta una dose per chiunque ne faccia richiesta, soprattutto giovani, anche minorenni, che quella droga la comprano a prezzi ormai stracciati (15-20 euro) per fumarsela: niente più siringa per iniettarsela, ma carta stagnola e accendino per inalarne i vapori della combustione.

Un monopolio che ieri, nella nostra provincia, ha subito un’altra potente spallata, grazie all’ultimo capitolo dell’operazione “Underpass”, con cui la Squadra mobile della questura di Pistoia ha arrestato complessivamente 13 spacciatori, recuperato un chilo di eroina e sequestrato oltre 62.000 euro in contanti. La tranche che ha avuto il suo epilogo all’alba di ieri ha avuto come teatro Montecatini. Era nella città termale – davanti alle due stazioni ferroviarie, alla rotonda del palazzetto dello sport, in via Marruota – che operavano infatti i cinque nigeriani (tra cui una donna) finiti in manette in esecuzione delle misure di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale su richiesta del pm titolare dell’inchiesta, Claudio Curreli. In carcere sono stati portati Fred Mattehew, 29 anni, Friday Okenyhike, 21, e Seromosele Ekimhendo, 25 anni; ai domiciliari, Lucky Chukumah Nwadiogor, 19 anni, e Osaru Osemwengie, una donna di 35 anni sempre originaria della Nigeria. Un sesto spacciatore è tuttora ricercato. Impiegati anche i cani antidroga del reparto cinofilo e i poliziotti del commissariato.

La prima fase dell’operazione “Underpass”, che ha riguardato Pistoia città, si era conclusa ad aprile, con l’arresto di 8 centroafricani. Poi l’attenzione degli investigatori si era spostata su Montecatini, con appostamenti, pedinamenti, intercettazioni. E il 3 luglio era stata arrestata una donna nigeriana, in via Umbria: in casa aveva un chilo di eroina confezionata in 70 ovuli, nonché 62.225 euro in contanti.

Alcune cessioni sono state videoriprese per testimoniare il modus operandi degli spacciatori: portavano l’eroina in bocca, in dosi racchiuse in palline di cellophane termosaldato, e poi la vendevano agli acquirenti imponendo loro di nascondersela immediatamente nella bocca. Un’azione di spaccio effettuata con sistematicità e continuità giornaliera quella ricostruita dalla polizia, attraverso una vera e propria forma di occupazione e controllo del territorio (più di un migliaio le cessioni documentate).

«Una sorta di occupazione del territorio che non potevano e non possiamo permettere» ha spiegato il questore Salvatore La Porta, nell’illustrare l’operazione dei suoi uomini. «Naturalmente le indagini non si fermano qui – ha aggiunto – Vogliamo arrivare ai livelli superiori: riteniamo che dietro a questi spacciatori ci sia un’agguerrita organizzazione di trafficanti».

A dirigere gli investigatori, il capo della Mobile, Antonio Fusco: «Un fenomeno – spiega – che se non affrontato con decisione rischia di diventare cronico, con tutto ciò che ne consegue, in primis un incremento dei reati di microcriminalità da parte dei tossici che hanno bisogno di denaro per acquistare la droga».

Massimo Donati

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